In strada incontro il solito politico tronfio con la consorte appiccicata al fianco e borsa di Louis Vuitton bene in vista. Si fermano e dopo i consueti convenevoli iniziamo a parlare dei giovani e di quanto sia importante il loro contributo diretto per avviare il necessario cambiamento senza negare l’aiuto delle persone con esperienza e attraverso adeguata formazione. Lui sostiene che l’unico modo per metterli sulla retta via consista nel ricorrere a un paio di schiaffoni e a calci ben assestati, altro che formazione. Poi, con orgoglio racconta che lui da piccolo metteva le cose a posto in oratorio e a scuola con questo metodo. Mi chiede che cosa ne penso. Lo guado in faccia e gli rispondo: “Se davvero funzionasse, molti politici di oggi, giovani e anziani, dovrebbero iniziare a prendersi a sberle da soli”. Saluto e vado via.
mercoledì 9 settembre 2015
martedì 11 agosto 2015
In libreria Un Papà nel Pallone
È in libreria “Un Papà nel Pallone - Terapia per sopravvivere nel mondo del calcio giovanile” scritto dal giornalista Danilo Lenzo ed edito da La Memoria del Mondo. Si tratta di un progetto di alta valenza educativa e formativa che in chiave ironica descrive il mondo del calcio giovanile che in ogni comune italiano coinvolge migliaia di ragazzi e genitori. Il libro nasce dal blog omonimo http://unpapanelpallone.blogspot.it
Si raccontano le vicende di Greg, un intellettuale il cui figlio ha deciso di giocare a pallone, catapultandolo, suo malgrado, nel mondo del calcio giovanile. Attraverso questo personaggio di fantasia l’autore illustra aspetti positivi e negativi dello sport più amato dagli italiani.
Greg per “disintossicarsi” e condividere le sue esperienze ha scelto la terapia di gruppo. A ogni seduta i partecipanti sono seduti a cerchio in modo da potersi guardare diritto in faccia. Quando è il suo turno, si alza, schiarisce timidamente la voce, si presenta e poi racconta qualche episodio della sua vita di “papà nel pallone”.
Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale (ma vero è il contesto che li produce!).
mercoledì 5 agosto 2015
Subire in silenzio
Lamentarsi è vizio. In tempo di crisi è inevitabile. Il potere di acquisto delle famiglie italiane si è ridotto al lumicino. Una volta si era signori con uno stipendio di 2 milioni di vecchie lire. Si arrivava alla fine del mese, si comprava la prima casa e a volte anche la seconda nei luoghi di villeggiatura. Adesso con uno stipendio di 2 mila euro (circa 4 milioni di lire) si fanno i salti mortali per sopravvivere. Intanto, nel Sud Italia una persona su tre è a rischio povertà e la natalità e scesa ai livelli del 1860. Una situazione sociale ed economica drammatica. Ci sono tutte le condizioni per una grande protesta popolare ma tutto tace.
domenica 2 agosto 2015
Italiani state sereni, c'è Renzi
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Foto
@Flickr http://bit.ly/1DiN1AA
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Matteo Renzi doveva essere messo alla prova. Al momento l’unica cosa che produce risultati molto positivi (per lui) è la sua potente ed efficiente macchina di comunicazione. Il premier è un prodotto che funziona anche se in questo nuovo sistema di potere qualcosa sta iniziando a scricchiolare.
Le imprese e le famiglie italiane sono in ginocchio “E la nave va” citando il film di Federico Fellini del 1983. Italiani state sereni, c’è Renzi.
mercoledì 20 maggio 2015
Acque più pulite in Europa
L'Italia occupa il settimo posto della top ten della qualità per le acque balneabili in Europa.
È quanto emerge dai dati del 2014 raccolti dall'Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA). Nei due anni precedenti occupava l’ottavo posto.
Le acque risultano particolarmente pulite in Europa, dove circa l’83% di spiagge, laghi e fiumi risulta di qualità eccellente e il 95% in regola.
Nella top ten l’Italia è preceduta partendo dal primo posto da: Cipro, Lussemburgo, Malta, Grecia, Croazia e Germania.
Alienazione delle parole
I beni comuni hanno un’anima commerciale? Lo ha chiesto Peter Kammerer dell’Università di Urbino a margine di un convegno sull'energia a Magenta nel Milanese, dove parlando dell'alienazione delle parole ha aggiunto: "La politica ha abdicato a favore dei mercati che decidono il destino dei popoli. Viviamo nell’era della comunicazione ma abbiamo sempre meno cose da dire. Sappiamo tutto. Lo svuotamento della lingua è una delle cause della sterilità politica. La lingua è invece il bene comune. Parlare per slogan come accade oggi la rende sempre più povera. I mercati hanno preso il sopravvento con gravi conseguenze sul nostro modo di pensare a partire dai titoli dei giornali che mettono in risalto solo l’aspetto economico dei beni comuni".
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