In bicicletta da Venezia a Torino passando per Expo 2015. È questo il progetto di sviluppo VenTo del Politecnico di Milano. L’obiettivo è la creazione di una pista ciclabile che colleghi Venezia a Torino lungo il fiume Po. È un'infrastruttura che comporta innovazione e benefici ma soprattutto portatrice di una nuova cultura, di una svolta nazionale. Si tratta di 679 km di ciclabile, ma anche di green economy, green job e potenziale crescita dell’economia. I 40.000 km di ciclabili tedesche producono 8 miliardi di indotto all’anno. Le grandi ciclovie europee sono opere per rilanciare lo sviluppo di un Paese. I promotori rilevano che in parte la ciclabile esiste già, bastano degli accordi tecnici e politici per sistemare, completare e mettere in sicurezza dove necessario. Il progetto è stato già condiviso da 2.500 cittadini, 25 istituzioni 25 associazioni può essere realizzato in due anni e costa 80 milioni di euro ma per i promotori è capace di produrre economie diffuse per oltre 100 milioni di euro all’anno. Intanto, per promuovere VenTo, è stato organizzato un bici Tour in 15 tappe, una settimana di eventi dal 25 maggio al 2 giugno, partendo da Torino con arrivo a Venezia. VenTo ha infinite potenzialità, per esempio potrebbe crescere collegandosi con altre ciclabili (Brennero-Peschiera-Mantova, Torino-Nizza, Mantova-Ferrara-Adriatico).
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sabato 18 maggio 2013
domenica 3 gennaio 2010
Obama e la Green War
Le cose cambiano per restare uguali. Il 2010 è iniziato con la dichiarazione di guerra all'organizzazione terroristica Al Qaeda da parte del premio nobel per la Pace Barack Obama.
L'attentato di Natale sul volo Amsterdam - Detroit ha mostrato le falle del sistema di sicurezza e adesso l'America corre ai ripari, approntando piani di intervento militare per individuare e distruggere le basi terroristiche nello Yemen. Le basi dove è andato a scuola di terrorismo Omar Faruk Abdulmutallah, il giovane nigeriano e integralista islamico che ha tentato di farsi esplodere sull'aereo.
Si è aperta una nuova stagione del terrore che porterà ovunque a un progressivo aumento degli standard di sicurezza, a straordinari piani di prevenzione per ridurre al minimo i rischi di nuovi attentati.
L'Inghilterra di Gordon Brown ha già garantito il massimo sostegno all'America nella lotta contro il terrorismo. Lo faranno anche gli altri Paesi occidentali.
È un film già visto. È solo cambiato l'attore principale. Adesso a guidare la guerra contro i terroristi c'è l'uomo che ha ricevuto il nobel per "il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli". L'uomo nuovo che ha lanciato la green economy, l'uomo che più di altri ha saputo utilizzare il web durante la campagna elettorale per le presidenziali statunitensi.
L'intervallo è finito. Le organizzazioni terroristiche hanno ripreso a fare il loro sporco mestiere per seminare violenza, odio e sangue. La Conferenza di Copenhagen sul Clima è stata un grande fallimento perché non è stato deciso nulla di vincolante per il futuro.
La luna di miele di Obama è terminata. L'avvio del 2010 ha segnato il ritorno alla realtà. Adesso l'uomo più potente del mondo dovrà dimostrare di essere all’altezza della situazione, di proporre politiche e metodi diversi per superare le emergenze che il suo predecessore texano George W. Bush non è stato in grado di affrontare.
L'augurio è che il grande sogno della Green Economy non si trasformi nell'incubo di una Green War (la bastarda guerra di sempre ma contraddistinta da un accattivante slogan per sembrare politicamente ed economicamente più sostenibile).
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