Bruxelles - Un milione di cittadini europei ha sottoscritto l'iniziativa popolare per chiedere all'Ue di proporre una normativa che sancisca il diritto universale all'acqua potabile e respinga l'idea di privatizzare la gestione delle risorse idriche. Lo strumento democratico dell'ECI (European Citizens Iniziative), introdotto con il Trattato di Lisbona, consente ad un milione di cittadini europei di prendere direttamente parte all'elaborazione delle politiche dell’UE, chiedendo alla Commissione europea di presentare una proposta legislativa su determinati temi come quello di favorire l’accesso all'acqua per tutti. ''L'acqua è fonte di vita, un diritto universale. Adesso la Commissione deve fare propria la proposta per assicurare l'accesso all'acqua per tutti e il Parlamento Ue deve sostenerla'', ha affermato Monica Frassoni, sostenitrice dell'iniziativa, presidente dei Verdi europei e capolista in Lombardia per il Senato per Sel. Soddisfazione è stata espressa dal vicepresidente della Commissione Ue, Maros Sefcovic, che ha la responsabilità di accogliere le richieste di iniziativa popolare. Gli organizzatori hanno deciso di proseguire la raccolta per arrivare a due milioni entro settembre per compensare le firme potenzialmente non valide. Una volta presentata l'iniziativa, la Commissione europea avrà tre mesi per esaminarla e decidere quali provvedimenti adottare.
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mercoledì 13 febbraio 2013
domenica 3 febbraio 2013
Rimborsi bollette acqua illegittime
Buone notizie per i tartassati di Italia. Al via il procedimento per restituire gli importi indebitamente versati, dal 21 luglio al 31 dicembre 2011, nelle bollette dell'acqua, dopo il referendum del giugno dello stesso anno. È quanto ha comunicato l'Autorità per l'Energia, all'indomani del parere richiesto al Consiglio di Stato, che ha giudicato «non coerenti» i criteri di calcolo delle bollette col quadro normativo uscito dal referendum del 12-13 giugno 2011. L'Autorità ''intende seguire i criteri già utilizzati per la definizione del cosiddetto Metodo tariffario transitorio che copre il biennio 2012-2013, all'interno del quale già si sono considerati gli effetti del referendum abrogativo. In una nota del Forum italiano dei movimenti per l’acqua si legge: “Abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull'acqua. Questa volta a darci ragione è il parere del Consiglio di Stato sulla tariffa: le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone. L'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all'indomani del Referendum, aveva infatti chiesto un parere al Consiglio di Stato circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette. Il Consiglio di Stato ha risposto confermando quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta. Quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette”.
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