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giovedì 9 ottobre 2014

Italiani in crisi

Una volta in tempi di crisi profonda gli italiani tiravano fuori il meglio di sé, oggi diventano solo più carogne. Tutti i nodi vengono al pettine. I sogni alimentati da oltre 20 anni di becera tele democrazia si sono infranti contro il muro della realtà. Oggi il futuro è incerto e aumentano le povertà. La reazione di molti è rabbiosa e cattiva come quella di una bestia ferita che a occhi chiusi inizia a mordere a destra e a manca. 

mercoledì 1 gennaio 2014

Aiutati che Dio ti aiuta

È iniziato il nuovo anno e lancio lo sguardo oltre il vetro della finestra. Il giorno sta prendendo forma con le sue sfumature rosso sangue e tutto piano piano diventa più chiaro. Penso al futuro di milioni di padri di famiglia, di milioni di italiani buoni e onesti che faticano ogni giorno per andare avanti, tra mille difficoltà e amarezze. “Aiutati che Dio ti aiuta” dicevano una volta i nonni, custodi naturali di antichi e importanti saperi. La classe dirigente ha dimostrato di non essere credibile da ogni punto di vista. Nessuno verrà a salvarci. Occorrerà ancora una volta rimboccare le maniche e darsi da fare. Noi possiamo contare soltanto su se stessi. È giunto il momento di togliere definitivamente la fiducia a persone che hanno ampiamente dimostrato di non meritarsela, a parassiti insaziabili di ogni età che hanno assunto cariche pubbliche per soddisfare interessi personali o di cordata, anziché lavorare con impegno e costanza per il perseguimento del bene comune e per uscire dalla crisi economica. Noi insieme possiamo cambiare. Noi meritiamo di più, come tornare a vivere in un Paese almeno normale. Noi ce la possiamo fare!

domenica 3 febbraio 2013

Rimborsi bollette acqua illegittime

Buone notizie per i tartassati di Italia. Al via il procedimento per restituire gli importi indebitamente versati, dal 21 luglio al 31 dicembre 2011, nelle bollette dell'acqua, dopo il referendum del giugno dello stesso anno. È quanto ha comunicato l'Autorità per l'Energia, all'indomani del parere richiesto al Consiglio di Stato, che ha giudicato «non coerenti» i criteri di calcolo delle bollette col quadro normativo uscito dal referendum del 12-13 giugno 2011. L'Autorità ''intende seguire i criteri già utilizzati per la definizione del cosiddetto Metodo tariffario transitorio che copre il biennio 2012-2013, all'interno del quale già si sono considerati gli effetti del referendum abrogativo. In una nota del Forum italiano dei movimenti per l’acqua si legge: “Abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull'acqua. Questa volta a darci ragione è il parere del Consiglio di Stato sulla tariffa: le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone. L'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all'indomani del Referendum, aveva infatti chiesto un parere al Consiglio di Stato circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette. Il Consiglio di Stato ha risposto confermando quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta. Quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette”.


mercoledì 16 marzo 2011

Italia, le celebrazioni e i meschini

La giovane Italia compie 150 anni. È un momento storico complesso e drammatico, sia per fattori globali che riguardano l'economia, le tensioni internazionali, le catastrofi naturali, sia per fattori prettamente italiani che riguardano la progressiva perdita di valori e in particolare l'imbarbarimento del confronto politico.
In campo dovrebbero scendere i "migliori" per tentare di rilanciare il Paese. Non è così, anzi sta accadendo il contrario. Occorre reagire insieme e in fretta partendo dal 150° compleanno dell'Unità d’Italia. È una grande occasione. Basta sconti a chi ha deciso di rovinare la festa, basta sconti ai nazisti in camicia verde che continuano indisturbati a oltraggiare il tricolore e la Patria, arrivando perfino ad abbandonare le sedi istituzionali durante l'esecuzione dell'Inno di Mameli. Questi traditori non possono restare impuniti. Urgono le dimissioni da ogni incarico istituzionale, pubblico. Si attende una presa di posizione chiara e forte dalle autorità competenti, dalle forze democratiche che sono ancora la maggioranza in questo Paese.
Il consigliere regionale lombardo, Romano La Russa (PdL), fratello del più noto ministro Ignazio, ha espresso totale disprezzo contro i consiglieri leghisti che si sono rifiutati di entrare in aula durante l'esecuzione dell'inno nazionale e ha dichiarato che "chi non rende onore alla propria bandiera, al proprio inno e alla Patria non può che essere definito vigliacco e la sua esistenza meschina". Affermazioni cariche di emozioni forti e condivisibili, ma l'uomo avrebbe anche potuto evitare di stringere alleanze politiche con i nemici della Patria che oggi attacca duramente.
È stato completamente perso il senso della misura. Ci sono individui meschini che si stanno approfittando di questa fase critica nazionale e mondiale, per curare i loro sporchi interessi di piccoli bottegai di provincia.
È necessario rompere il muro dell'indifferenza, reagire duramente contro un'esigua minoranza fanatica e cafona che sta facendo del male alla giovane Italia, distruggendo ogni giorno un pezzo della Costituzione. Salvare il futuro delle nuove generazioni è ancora possibile. Nonostante, tutto. Buon compleanno, Italia.



mercoledì 23 febbraio 2011

Quello strano desiderio

È triste svegliarsi ogni mattina con la consapevolezza che molti italiani stanno ancora dormendo e di conseguenza non si accorgono di nulla. Forse fingono oppure sono dei morti che camminano, degli zombie che invece di cibarsi di carne umana si nutrono delle cazzate sparate fuori dagli schermi piatti delle televisioni. Alla domanda "Come va?", rispondono sempre in coro "Tutto bene!", più per abitudine che per convinzione. Questa è la storia di una società che precipita, dove delle mamme sorridenti dichiarano ai giornalisti che manderebbero volentieri le figlie a fare bunga bunga ad Arcore, anzi sarebbe per loro un colpo di fortuna concedersi a un vecchio decadente ma facoltoso. Sulla stessa linea le loro ragazzine che senza imbarazzo davanti alle telecamere aggiungono che sarebbe cosa buona, bella e giusta. Non nascondono quello strano desiderio che hanno dentro: una botta e via per ottenere in una sola notte gli stessi soldi che guadagnerebbero in mesi di precariato in qualche call center. È la storia di una società che precipita, di una società corrotta e puttana, di uomini e donne senza gloria e senza Dio (qualunque esso sia). Non basta più protestare nelle piazze, anche se per fortuna da queste parti chi contesta non viene ancora bombardato.