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mercoledì 1 settembre 2010

Molto Vicino

Nel Paese di Molto Molto Vicino regnava una cricca ingorda, aggressiva e cafona. Non vi erano regole da rispettare per chi stava al potere. Il grande capo assoluto era un vecchio nano imbroglione che non riusciva più a controllare le sue pulsioni sessuali, tanto che un triste giorno introdusse anche lo ius primae noctis. La cricca era formata principalmente da criminali, corruttori e xenofobi il cui compito era quello di negare anche i più elementari diritti democratici, di rendere inebetiti i sudditi del Paese di Molto Molto Vicino. Non pochi uomini e donne erano perfino felici di vivere in un regime illiberale e violento. La cricca utilizzava mega schermi disseminati ovunque per trasmettere messaggi e programmi in grado di ridurre le capacità di pensiero, di analisi e di critica del popolo. Programmi basati su risse, sesso e brutalità. Un turbinio di culi, tette, sangue e turpiloqui. I pochi tentativi di resistenza venivano soffocati con facilità perché la cricca trovava sempre qualche oppositore disposto a vendersi per poche monete di latta o organizzava violente campagne denigratorie e di caccia per eliminare i contestatori più ostinati. Un giorno, però, nel Paese di Molto Molto Vicino accadde qualcosa di nuovo: una mutazione genetica che lentamente trasformò la popolazione. I mutanti manifestavano elevate capacità di pensiero e di critica, di lotta per affermare regole democratiche e liberali per tutti. La cricca non riuscì a frenare questa selezione naturale. I mutanti erano troppo resistenti ad ogni tentativo di corruzione e di sopruso. E così le specie moralmente deboli e nocive per il prossimo lentamente sparirono e nel Paese di Molto Molto Vicino tornò a splendere il sole.



giovedì 24 giugno 2010

Dalla cinghia (stretta) al cappio

Gli italiani sono sempre più poveri ma devono sorridere alla vita a denti stretti. La crisi economica colpisce sempre più famiglie anche perché non sono state finora promosse adeguate politiche di rilancio del sistema produttivo italiano. Il governo preferisce occuparsi di altro, come di intercettazioni e di magistratura. È stato detto che i cittadini devono stringere la cinghia, ma a forza di stringere sta diventando un pericoloso cappio. I continui tagli lasciano ai comuni solo due strade: aumento della tassazione a livello locale o taglio di servizi essenziali. Tutto questo mentre si continuano a creare costosi e inutili ministeri, spendere decine e decine di milioni di euro per l'acquisto di nuove auto blu di servizio e in generale a sperperare denaro pubblico per il bene della "cricca". Ci sono tanti italiani, soprattutto anziani e soli, che vivono sulla soglia della povertà ma non rinunciano alla loro dignità e onestà. Patiscono in silenzio la fame, a volte cercano tra i rifiuti dei mercati qualcosa di buono da portare a casa. Sono invisibili. Molti politici e manager, invece, nonostante i lauti stipendi e i tanti benefit di cui godono non sanno resistere alla tentazione di ingozzarsi sempre di più, di esibire in maniera rozza e arrogante tutto il proprio potere. E ci sono casi in cui non riescono a resistere alla tentazione di rubare a qualsiasi costo per pura ingordigia e con la matematica certezza di restare impuniti. Non è cambiato molto rispetto alla cosiddetta Prima Repubblica, ma almeno gli uomini che una volta gestivano il potere in Italia avevano anche un minimo di senso dello Stato.

venerdì 21 maggio 2010

Una colata di cemento vi seppellirà

Il cemento salverà l'economia. Grandi infrastrutture ed espansione edilizia senza limiti sono la soluzione a tutti i problemi. In ogni borgo d'Italia opera una cricca nota come "la banda del cemento" che vuole costruire ad ogni costo. Non ha importanza se spesso si tratta di interventi inutili e di enorme impatto ambientale.
La parola d'ordine è costruire, formalmente per rimettere in moto l'economia. Nessuno fermerà il progresso. I componenti della banda, più o meno potenti, più o meno opportunisti, più o meno minacciosi, per lavarsi la coscienza periodicamente promuovono qualche provvedimento ambientalista e ricorrono a parole e frasi ad effetto come: biologico, cultura ecosostenibile, energie alternative, acquisto solidale e consumo di prodotti locali a km zero. Ma dietro le quinte si danno da fare soltanto per cementificare il Paese.
Il cemento è sacro, genera affari così succulenti da tenere unita, dal centro alle periferie, una cricca multiforme fatta di post fascisti, secessionisti in salsa verde, post comunisti, santi uomini, dinosauri post democristiani, salta fosso, colletti bianchi senza anima e socialisti non pentiti. Il cemento è vita, fede, libertà, ricchezza e futuro.
Migliaia di aziende continuano a chiudere i cancelli, a mettere in cassa integrazione i lavoratori. A chi serve la politica del cemento? Qual è il vantaggio? Chi ci guadagna? Non fate troppe domande altrimenti, come spesso accade dalle Alpi allo Stretto di Messina, potreste correre il rischio di sparire. Non guardate. Non parlate. Non ascoltate. Altrimenti una colata di cemento vi seppellirà.