È notte fonda. Mi giro e mi rigiro nel letto sospirando. Da sempre dormo poco, pochissimo. Penso alla vita e alle cose che ho fatto fino ad oggi, senza usare scorciatoie e rispettando fino in fondo le regole. Sono soddisfatto e sempre pronto a intraprendere nuove sfide. Penso al possibile significato personale di "Tutto l'amore che c'è”, il titolo di un bel film italiano. Mi giro e mi rigiro sospirando ma la risposta è immediata: per me è quel sentimento intenso, profondo e infinito che si prova per i propri figli, che riempiono di luce la vita e fanno battere forte il cuore per ogni loro sorriso e progresso. I figli, la vita e l'Italia. Penso a tutto l'amore che ho per una bimbetta che ogni mattina mi chiama e mi sveglia con una carezza. Penso a tutto l'amore che ho per un bambino caparbio, dal carattere forte, attento a scuola e nel campo di calcio. Non riesco a prendere sonno. Mi alzo e me li guardo i miei bambini mentre dormono e penso che sono un uomo semplice e fortunato.
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mercoledì 8 giugno 2011
martedì 12 ottobre 2010
Istantanea di gruppo con Suv
Anche prendere i bambini a scuola può trasformarsi in un momento utile per fotografare la società moderna. Nonni e genitori si accalcano rumorosi davanti all'uscita, altri si presentano in largo anticipo e approfittano dell'occasione per socializzare e in alcuni casi per mettersi in mostra. Ci sono mamme che arrivano vestite e truccate come se fossero a una sfilata di moda e con Suv così alti e ingombranti che per scendere dall'auto hanno dovuto fare un corso di paracadutismo. Ci sono i nonni con i parrucchini mossi da un poco cortese colpo di vento. Ci sono genitori con facce tristi e quelli con facce allegre. Ci sono facce di tutti i colori del mondo, facce strane e facce arrabbiate. Poi la campanella suona e come un fiume in piena escono i bambini: i figli di operai in cassa integrazione, i figli dei benestanti equosolidali che hanno scelto la scuola pubblica perché sono di sinistra, i figli dei mafiosi dal colletto bianco e dei criminali vecchio stampo dal colletto molto sporco, i figli degli stranieri, i figli di puttana e i figli di nessuno. Tutti insieme con allegria, ancora così ingenui da non cogliere le differenze, le sfumature.
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