Il lavoro è semplice ma serve un muratore. Come dicono al Nord “a ciascuno il suo mestiere”. Ricordo che nella mia via abita un signore che opera nell'edilizia, ma non lo conosco e di certo non posso citofonare premendo un nome a caso del suo palazzo. Sono in strada e la fortuna mi aiuta perché incontro una signora molto anziana che esce dal suo portone. La fermo, mi presento e le chiedo: “Mi scusi, lei conosce il cognome del muratore che abita in questo palazzo, mi serve per un lavoro a casa che si trova al civico 13». La vecchietta mi guarda e con decisione: “So chi è lei e per questo le voglio dare un consiglio”. Ribatto: “In che senso?”. E lei: “Il muratore si chiama Giuffrida ma lo lasci perdere non lavora bene, in fondo è un meridionale”. Rimango un attimo interdetto e poi: “Che cosa significa? Lavora male a prescindere o per lei lavora male perché meridionale?”. La vecchia non ha dubbi: “Entrambe le cose. Lavora male ed è un meridionale”. Cerco di non perdere la pazienza, considerando l’età avanzata della signora e le faccio notare: “Non c’entra nulla se una persona è meridionale o meno, quello che conta è che sappia fare il suo lavoro. E poi anche io sono un meridionale”. Lei senza battere ciglio mi dice “Ma lei è un giornalista!” e lentamente si allontana aiutandosi con il bastone.
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mercoledì 10 settembre 2014
martedì 13 luglio 2010
Affinità e divergenze nell’era del paraculismo
A primo impatto potrebbero esistere poche affinità e molte divergenze tra il sedicente padano e l'italiano meridionale. In realtà è solo una questione di punti di vista. Qualche semplice esempio.
Al Nord un meridionale che arriva in ritardo a un appuntamento di lavoro è subito etichettato come "il solito terrone". Se al suo posto c'é un nordico che, oltre ad arrivare in ritardo, poi passa la maggior parte del tempo attaccato al telefono disturbando i colleghi si tratta di persona simpatica, creativa e imprevedibile.
Un meridionale che esercita pressioni, violenze e non rispetta le leggi è senza ombra di dubbio un criminale mafioso. Se al suo posto c'è un padano si parla di persona intraprendente e scaltra, di furbo da ammirare perché indipendentemente dai mezzi usati ha fatto strada conquistando potere e denaro.
Quando un meridionale si adopera per sistemare moglie, figli, parenti e amici degli amici si parla di nepotismo. Se al suo posto c'è un leghista si tratta di normale avvicendamento o di innovative tecniche di lobbying familiare. In definitiva per analoghi comportamenti cambiano solo le definizioni secondo le regole del migliore paraculismo.
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