Il cancello della scuola è chiuso. Arrivano i bambini ed è subito ressa. Si accalcano contro le inferriate e urlano. Ognuno di loro vuole entrare per primo, superare gli altri, partire come un fulmine appena la bidella all'orario stabilito aprirà. Un alunno di quinta, alto e ben piazzato, si fa strada a forza di spintoni. È giunto davanti al cancello ma trova un ultimo ostacolo da superare. È una bambina che ha occhi azzurri come il cielo in una giornata di sole. La prende per una spalla e la spinge con forza. Lei cade a terra, si rialza saltando come un gatto e si avventa contro l'aggressore. Tutto si svolge in un attimo. Pim, pum e pam. La bimba gli piazza prima un pugno in un occhio e a seguire due rumorosi schiaffoni. Il bambino barcolla sbalordito, inizia a piangere a dirotto e poi corre tra le sicure braccia della sua mamma. La bimba torna al suo posto. La bidella apre il cancello e lei entra per prima. Ha un sorriso beffardo disegnato sul volto, bellissimo.
giovedì 17 novembre 2011
mercoledì 12 ottobre 2011
Niente più come prima
È finito il torpore. I cittadini stanno iniziando a svegliarsi, a stropicciare gli occhi mettendo a fuoco una realtà drammatica che provoca sgomento. Anche se dovessero arrivare governi migliori e capaci di lavorare a buone politiche di rilancio, niente sarà più come prima. La crisi sta lasciando solchi profondi nel tessuto sociale ed economico. I giovani avranno una qualità della vita inferiore a quella dei loro genitori. La festa è finita. L’inganno è stato scoperto. Non ci sarà nessun eroe a salvare la Patria. Uomini e donne normali, spesso mediocri, dovranno diventare adulti responsabili e contribuire direttamente alla ricostruzione partendo dal valore del bene comune, dai principi della Carta costituzionale. È questa l’eredità di un ventennio di assoluta decadenza.
mercoledì 17 agosto 2011
L'incendio
Questa estate ho imparato che quando scoppia un incendio, piccolo o grande che sia, c’è chi resta indifferente, chi cerca di aiutare in qualche modo (a volte sbagliando) e chi invece non aspetta altro e arriva di corsa con le taniche di benzina per aizzare le fiamme e distruggere anche il salvabile. L’importante per cavarsela è sapere riconoscere in tempo i diversi personaggi e allontanare subito chi lavora per fare danni approfittando della situazione di emergenza.
martedì 16 agosto 2011
Il lato B della vita
Giornata di festa. Rientro dalle ferie estive a mare e mi lascio trasportare controvoglia in piscina. Tutto bene. Non c'è una grande affluenza e questa situazione sorprende un po' tutti ma meglio così. Famiglie, ragazzi e stranieri hanno tanto spazio a disposizione comprese le tre vasche che in genere traboccano di persone in cerca di refrigerio. A un certa ora i gestori offrono a tutti una fetta di anguria. La prendo anche io e la scopro molto fresca e gustosa. Dolcissima. Mentre la mordo, scorgo davanti a me una ragazza piena di curve, rossetto rosso e lunghi capelli biondi che si sta sistemando sotto il sole. La madre, anzianotta e bruttina, le sta distesa accanto, anzi sarebbe meglio scrivere incollata a un fianco come un dobermann al suo osso. Sono davvero molto diverse. La ragazza si gira e, avendo un bikini quasi inesistente, scopre un "lato b" tondo e sodo. Niente di strano. Se mi guardo attorno, praticamente sono circondato da tanta carne in esposizione con "filo interdentale". Una moda che non lascia spazio né all’immaginazione, né al buongusto, né alla poesia. Adesso sta accadendo qualcosa di strano. La madre prende una crema solare e inizia a massaggiare con grande professionalità i glutei della figlia. Si prende cura solo di questa parte. Il resto del corpo non esiste. Quando finisce, afferra uno spruzzino e le bagna la zona in questione muovendolo come se stesse annaffiando le rose di un giardino. Ha finito il suo paziente lavoro e torna a stendersi accanto alla figlia. Meglio non porsi domande. L’anguria è finita, devo andare.
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lunedì 15 agosto 2011
Contatto intimo
Quando torno alla città che mi ha cresciuto, formato e fatto tanto arrabbiare inizio a fare lunghe passeggiate. Cammino per ore da un quartiere all'altro, osservo e rifletto. In molti non capiscono ma questo è un modo per ristabilire un contatto forte con madre terra, ritrovare i segni del passato e scoprire le cose che sono cambiate. È come quando, dopo una lunga assenza, si torna tra le braccia della compagna amata per esplorarne l'anima, i segni del corpo e scoprire le cose che sono cambiate. Un modo intimo e semplice per trovare conferme e serenità nelle cose che si amano davvero.
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martedì 19 luglio 2011
Colori, neuroni e politica
In Italia l'abito fa il monaco perché conta l’apparenza e non la sostanza. A questo particolare si aggiunge la voglia matta di etichettare le persone, di farle rientrare a tutti i costi in uno schieramento, in un recinto ben definito. Tutto questo per chi possiede pochi neuroni è rassicurante. Atteggiamento che manifestano in particolare i politici dal livello locale a quello nazionale, molti dei quali sono emeriti idioti e miracolati. Indossi una polo nera? Sei un fascista. Ne metti una di colore verde? Non ci sono dubbi, sei un nazipadano. Scegli il colore arancione (che è anche tornato di moda) e diventi subito uno dei "Pisapia boys". Meglio lasciar stare il rosso perché antico e si finirebbe di certo per essere etichettati come "dinosauro comunista". Questi idioti giudicano, etichettano, archiviano e ridono strano come dei ritardati mentali. Di colori liberi ne sono rimasti pochi, ma di certo si potrebbe suggerire a certi politici nostrani, visto che ci tengono, di distinguersi tra la plebe usando una bella divisa di colore "marrone cacca di cane" che gli donerebbe tantissimo.
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