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giovedì 13 novembre 2014

La Morte ti fa Bella

L’Italia ricorda il film “La Morte ti fa bella” di Robert Zemeckis (1992). Come le due protagoniste, non accetta di invecchiare, di essere diventata arretrata socialmente, politicamente ed economicamente. Ogni giorno per sembrare giovane e bella si trucca pesantemente e ingurgita un elisir magico, un mix di propaganda e volgarità. E mentre lo sorseggia continua a perdere pezzi, sputando sangue e carne, cemento e mattoni.

domenica 28 settembre 2014

Governo, per cortesia fatti non pugnette

Basta con le teorie del complotto, i poteri forti e l'invasione degli alieni. Si evitino le polemiche di distrazione di massa. Il governo di “destra - centro - sinistra” deve iniziare a dare risposte concrete agli italiani per uscire dalla crisi. La politica degli annunci, del faremo, dello stiamo lavorando per voi è deleteria. Parafrasando il comico romagnolo Paolo Cevoli, è tempo di "fatti non pugnette".

mercoledì 19 febbraio 2014

Matteo Renzi Proteggimi

C’è qualcosa di grande e miracoloso nella discesa in campo di Matteo Renzi. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. L’unico che c’è rimasto un po’ male è Enrico Letta che adesso si dedica a tempo pieno alle pratiche zen sperando prima o poi di riuscire a stare sereno. 
La Borsa italiana chiude con segno positivo, lo spread si mantiene basso, il mercato accenna segni di ripresa. E il nostro Renzi non ha ancora fatto nulla, figuriamoci quando si metterà all’opera seguendo il principio che una riforma al giorno (pardon, al mese) toglie la crisi di governo di torno. 
Il sindaco di Firenze, segretario del Pd e premier porta bene. Non ci sono dubbi. Altro che gobba, corna e altri gadget portafortuna. A Napoli sono già in distribuzione i santini con la scritta “Matteo Proteggimi” da mettere sul cruscotto dell’auto oppure dentro il portafoglio o tra le mani giunte la sera quando con i bimbi si recita la preghiera prima di andare a nanna. 
L’uomo, dotato anche di un potente e sofisticato processore multitasking innescato direttamente nella scatola cranica e attivabile pigiando il neo sulla fronte, si sta veramente giocando tutto. Le aspettative degli italiani nei suoi confronti sono aumentate in maniera esponenziale. Chi vivrà, vedrà.

lunedì 6 dicembre 2010

La letterina al Babbo

Caro Babbo Natale,
non sono sicuro della tua esistenza ma ho appena bevuto un caffè indiano al guaranà e mi sento un tantino strano. Sono un uomo semplice cresciuto nella borgata Santa Lucia di una città di mare, formato dai francescani e in scuole dove insegnavano il rispetto del tricolore e della Costituzione italiana. Non posso scrivere di essere stato sempre bravo, ma in qualche modo ho fatto la mia piccolissima parte per difendere questo Paese che amo e di cui sono orgoglioso. Pertanto, ti chiedo un regalo speciale per tutti gli italiani, ti chiedo di fare trovare sotto l'albero una classe dirigente, nuova e capace: di affrontare le sfide globali per un domani migliore; di formare un governo nazionale che torni a occuparsi del bene comune e non degli interessi della cricca; di investire in ricerca e sviluppo per rendere sempre più competitive le nostre aziende; di garantire una scuola di qualità e pubblica; di ottenere sviluppo e ricchezza per tutti senza compromettere l'ambiente; di usare e promuovere le nuove tecnologie e il web 2.0; di salvaguardare la storia e le tradizioni dei meravigliosi borghi italici; di promuovere la cultura della solidarietà. Regala agli italiani una classe dirigente onestà, brillante e democratica che abbia incisi nel cuore e nella testa i valori della Costituzione Italiana. Ti ringrazio per quello che potrai fare e ti aspetterò la notte di Natale per offrirti una tazza calda di questo strano caffè al guaranà. A presto


martedì 26 ottobre 2010

Lo strano caso delle cassandre ministeriali

C'è qualcosa di sinistro nelle strategie del governo di destra che domina in Italia. Le cassandre ministeriali non perdono occasione per lanciare l'allarme sicurezza contro il possibile ritorno del terrorismo rosso (come dimostrerebbero gli attacchi alle sedi della Cisl) o contro la possibile infiltrazione della camorra nelle manifestazioni della gente di Napoli sommersa fino al collo dalla munnizza. Certe posizioni sembrano più un auspicio che un vero segnale di pericolo, un ambiguo tentativo di alimentare un clima mediatico calibrato per aumentare ancora la tensione sociale, per fare in modo che avvenga l'irreparabile. Non è possibile credere che tutto questo serva per giustificare il ricorso alla violenza da parte del potere, anche perché finora le manganellate non sono state risparmiate né ai terremotati dell'Abruzzo in rivolta, né ai manifestanti di Terzigno. L'augurio è che non si voglia invece dare l'ultima spallata alla Repubblica, accelerare il processo di destabilizzazione, generare il caos e spaccare il Paese in due per la gioia di qualche secessionista in verde. Ampio risalto mediatico è stato addirittura dato alle scritte delle brigate rosse o comunque con la stella a cinque punte "improvvisamente" apparse sui muri di Torino. Si coglie in certe dichiarazioni una voglia insana di Anni Settanta, anche se manca la materia prima. È anche vero, però, che i terroristi alla bisogna si possono creare in laboratorio. Il Paese è già entrato nella fase di implosione. I cittadini chiedono lavoro, stabilità sociale, servizi di qualità e giustizia. Le imprese vogliono un piano di sviluppo industriale, serie politiche economiche e la riduzione dell’opprimente pressione fiscale. Voci queste che restano inascoltate perché l'attenzione è tutta rivolta alle leggi ad personam, alla macchina del fango, allo scontro politico e sociale. In ogni modo, sarebbe un grave errore usare la forza contro la gente esasperata. Anche perché a causa della crisi presto la rabbia esploderà in ogni angolo di questa Italia “derubata e colpita al cuore”.