mercoledì 17 agosto 2011

L'incendio

Questa estate ho imparato che quando scoppia un incendio, piccolo o grande che sia, c’è chi resta indifferente, chi cerca di aiutare in qualche modo (a volte sbagliando) e chi invece non aspetta altro e arriva di corsa con le taniche di benzina per aizzare le fiamme e distruggere anche il salvabile. L’importante per cavarsela è sapere riconoscere in tempo i diversi personaggi e allontanare subito chi lavora per fare danni approfittando della situazione di emergenza.



martedì 16 agosto 2011

Il lato B della vita

Giornata di festa. Rientro dalle ferie estive a mare e mi lascio trasportare controvoglia in piscina. Tutto bene. Non c'è una grande affluenza e questa situazione sorprende un po' tutti ma meglio così. Famiglie, ragazzi e stranieri hanno tanto spazio a disposizione comprese le tre vasche che in genere traboccano di persone in cerca di refrigerio. A un certa ora i gestori offrono a tutti una fetta di anguria. La prendo anche io e la scopro molto fresca e gustosa. Dolcissima. Mentre la mordo, scorgo davanti a me una ragazza piena di curve, rossetto rosso e lunghi capelli biondi che si sta sistemando sotto il sole. La madre, anzianotta e bruttina, le sta distesa accanto, anzi sarebbe meglio scrivere incollata a un fianco come un dobermann al suo osso. Sono davvero molto diverse. La ragazza si gira e, avendo un bikini quasi inesistente, scopre un "lato b" tondo e sodo. Niente di strano. Se mi guardo attorno, praticamente sono circondato da tanta carne in esposizione con "filo interdentale". Una moda che non lascia spazio né all’immaginazione, né al buongusto, né alla poesia. Adesso sta accadendo qualcosa di strano. La madre prende una crema solare e inizia a massaggiare con grande professionalità i glutei della figlia. Si prende cura solo di questa parte. Il resto del corpo non esiste. Quando finisce, afferra uno spruzzino e le bagna la zona in questione muovendolo come se stesse annaffiando le rose di un giardino. Ha finito il suo paziente lavoro e torna a stendersi accanto alla figlia. Meglio non porsi domande. L’anguria è finita, devo andare.



lunedì 15 agosto 2011

Contatto intimo

Quando torno alla città che mi ha cresciuto, formato e fatto tanto arrabbiare inizio a fare lunghe passeggiate. Cammino per ore da un quartiere all'altro, osservo e rifletto. In molti non capiscono ma questo è un modo per ristabilire un contatto forte con madre terra, ritrovare i segni del passato e scoprire le cose che sono cambiate. È come quando, dopo una lunga assenza, si torna tra le braccia della compagna amata per esplorarne l'anima, i segni del corpo e scoprire le cose che sono cambiate. Un modo intimo e semplice per trovare conferme e serenità nelle cose che si amano davvero.




martedì 19 luglio 2011

Colori, neuroni e politica

In Italia l'abito fa il monaco perché conta l’apparenza e non la sostanza. A questo particolare si aggiunge la voglia matta di etichettare le persone, di farle rientrare a tutti i costi in uno schieramento, in un recinto ben definito. Tutto questo per chi possiede pochi neuroni è rassicurante. Atteggiamento che manifestano in particolare i politici dal livello locale a quello nazionale, molti dei quali sono emeriti idioti e miracolati. Indossi una polo nera? Sei un fascista. Ne metti una di colore verde? Non ci sono dubbi, sei un nazipadano. Scegli il colore arancione (che è anche tornato di moda) e diventi subito uno dei "Pisapia boys". Meglio lasciar stare il rosso perché antico e si finirebbe di certo per essere etichettati come "dinosauro comunista". Questi idioti giudicano, etichettano, archiviano e ridono strano come dei ritardati mentali. Di colori liberi ne sono rimasti pochi, ma di certo si potrebbe suggerire a certi politici nostrani, visto che ci tengono, di distinguersi tra la plebe usando una bella divisa di colore "marrone cacca di cane" che gli donerebbe tantissimo.



mercoledì 15 giugno 2011

Il bello delle lucciole

Le cose semplici rallegrano l’anima. Dopo tanti anni durante una passeggiata serale in un’estesa pineta Toscana, a pochi metri dalla spiaggia, ho visto improvvisamente accendersi e muoversi come in una danza tribale migliaia di lucine. Alle spalle il rumore della risacca e davanti lo spettacolo luminoso gratuitamente offerto da madre natura. Non faccio uso di stupefacenti e per un istante mi sono sentito come catturato in una favola dark. Ci mancava solo che dal buio sbucasse all’improvviso Robert Smith per cantare “A forest”. Da tanto tempo non vedevo così tante lucciole, meravigliose, uniche. Vivo nella provincia lombarda dove la lobby del cemento continua a consumare suolo, a distruggere il verde per costruire strade e appartamenti che non servono a nessuno. In questi posti le uniche lucciole sono le puttane sulle strade milanesi o quelle di rango più elevato del bunga bunga finite sui giornali e tv. Altra storia.




mercoledì 8 giugno 2011

Tutto l'amore che c'è

È notte fonda. Mi giro e mi rigiro nel letto sospirando. Da sempre dormo poco, pochissimo. Penso alla vita e alle cose che ho fatto fino ad oggi, senza usare scorciatoie e rispettando fino in fondo le regole. Sono soddisfatto e sempre pronto a intraprendere nuove sfide. Penso al possibile significato personale di "Tutto l'amore che c'è”, il titolo di un bel film italiano. Mi giro e mi rigiro sospirando ma la risposta è immediata: per me è quel sentimento intenso, profondo e infinito che si prova per i propri figli, che riempiono di luce la vita e fanno battere forte il cuore per ogni loro sorriso e progresso. I figli, la vita e l'Italia. Penso a tutto l'amore che ho per una bimbetta che ogni mattina mi chiama e mi sveglia con una carezza. Penso a tutto l'amore che ho per un bambino caparbio, dal carattere forte, attento a scuola e nel campo di calcio. Non riesco a prendere sonno. Mi alzo e me li guardo i miei bambini mentre dormono e penso che sono un uomo semplice e fortunato.