Gli italiani sono sempre più poveri ma devono sorridere alla vita a denti stretti. La crisi economica colpisce sempre più famiglie anche perché non sono state finora promosse adeguate politiche di rilancio del sistema produttivo italiano. Il governo preferisce occuparsi di altro, come di intercettazioni e di magistratura. È stato detto che i cittadini devono stringere la cinghia, ma a forza di stringere sta diventando un pericoloso cappio. I continui tagli lasciano ai comuni solo due strade: aumento della tassazione a livello locale o taglio di servizi essenziali. Tutto questo mentre si continuano a creare costosi e inutili ministeri, spendere decine e decine di milioni di euro per l'acquisto di nuove auto blu di servizio e in generale a sperperare denaro pubblico per il bene della "cricca". Ci sono tanti italiani, soprattutto anziani e soli, che vivono sulla soglia della povertà ma non rinunciano alla loro dignità e onestà. Patiscono in silenzio la fame, a volte cercano tra i rifiuti dei mercati qualcosa di buono da portare a casa. Sono invisibili. Molti politici e manager, invece, nonostante i lauti stipendi e i tanti benefit di cui godono non sanno resistere alla tentazione di ingozzarsi sempre di più, di esibire in maniera rozza e arrogante tutto il proprio potere. E ci sono casi in cui non riescono a resistere alla tentazione di rubare a qualsiasi costo per pura ingordigia e con la matematica certezza di restare impuniti. Non è cambiato molto rispetto alla cosiddetta Prima Repubblica, ma almeno gli uomini che una volta gestivano il potere in Italia avevano anche un minimo di senso dello Stato.
giovedì 24 giugno 2010
martedì 22 giugno 2010
Magenta, il Tricolore e la Lega
Il 4 giugno 1859 a Magenta si svolse un episodio chiave della seconda guerra d'indipendenza, una violenta battaglia tra l'esercito franco-piemontese e l'esercito austriaco. Uno scontro che si concluse con la vittoria decisiva del primo schieramento permettendo il trionfale ingresso a Milano di Vittorio Emanuele II e Napoleone III. È stato il primo importante passo in avanti verso l'Unità d’Italia.
Magenta nel 2009 ha celebrato con la consueta rievocazione storica e tanti eventi collaterali il 150° della Battaglia. Nel 2011 la città farà sicuramente la sua parte per celebrare anche il 150° dell’Unità d'Italia. Intanto, nell'ultimo week end di giugno nella tensostruttura di Magenta, in via Giacomo Matteotti, si svolgerà la Festa della Lega Nord Padania, i cui esponenti, dall'ultimo dei dirigenti al grande capo, ogni giorno offendono spesso con toni volgari gli italiani, la nazione, il tricolore, l'inno di Mameli e la Carta costituzionale della Repubblica.
È un momento storico di profonda crisi economica e di identità. In queste situazioni ci sono sempre personaggi di bassa lega e senza scrupoli che cercano di approfittarne per soddisfare a qualsiasi prezzo interessi molto particolari.
A Magenta interverrà anche Umberto Bossi (leader assoluto dell'inesistente Padania e ministro delle Riforme della Repubblica Italiana che salirà sul palco sabato 26 giugno alle 21.30). La città è molto legata al tricolore, per cui i loro antenati hanno più volte combattuto e versato il proprio sangue. Ogni anno nei giorni di rievocazione della Battaglia migliaia di persone, grandi e piccini, lo sventolano e lo espongono con orgoglio dalle finestre delle proprie abitazioni. Chissà cosa pensa la maggioranza dei magentini di chi grugnisce che vorrebbe usare il tricolore per pulirsi il culo.
lunedì 14 giugno 2010
La vetrata
Esiste ma non si vede. È una vetrata virtuale che serve a separare due mondi reali. Da un lato ci sono i furbetti membri della casta, con familiari viziati, amici degli amici, amanti, nani, ballerine e trote padane. Dall'altra vivono gli italiani onesti e laboriosi, una maggioranza che fatica ogni giorno per portare la pagnotta a casa.
Il film di fantascienza "Gattaca - La porta dell'Universo" del 1997 è centrato sulle nuove lotte di classe in base al codice genetico. Alcuni esseri umani vengono fatti nascere con un codice quasi perfetto, selezionato prima della fecondazione su di un gruppo di cellule embrionali. Lo scopo è di conoscere in anticipo le future condizioni fisiche, di salute e i caratteri ereditari dei nascituri. Un rigido metodo scientifico per generare uomini senza imperfezioni da destinare ai posti di responsabilità.
Altri nascono in maniera naturale per volontà dei genitori, ma vengono catalogati come "non validi", spesso risultano imperfetti e di intelletto non raffinato, svolgono i lavori più umili. È il caso del protagonista che poi riesce a modificare il suo destino. In questo ipotetico futuro i migliori, i geneticamente perfetti, rappresentano la casta e occupano tutti i posti di potere. Gli uomini "non validi" restano fuori dal sistema, sono gli ultimi.
Nell'Italia di oggi accade perfettamente il contrario. Spesso i peggiori italiani, incapaci, arroganti e violenti, sono al comando e separati da una robusta vetrata per ora virtuale dagli italiani perbene e capaci. Una vetrata che in qualche modo deve essere spaccata per riequilibrare il sistema.
venerdì 4 giugno 2010
Marea nera in Italia
La marea nera fa paura, avanza e distrugge tutto quello che incontra nel Golfo del Messico come in Italia. Soltanto che nel primo caso si tratta di petrolio, nel secondo della subdola avanzata di un nuovo regime autoritario.
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dopo il disastro ecologico nel Golfo del Messico, promette battaglia e annuncia una nuova legge sull'energia pulita, facendo pagare l'inquinamento da Co2 e tagliando gli sconti fiscali alle società petrolifere. Proseguono i tentativi della società BP di bloccare la fuoriuscita di petrolio da un pozzo danneggiato in profondità, ma la macchia nera per ora non si ferma e si allarga a dismisura.
Lo stesso accade in Italia dove, nonostante i tentativi della società civile, del mondo della cultura e dei pochi politici capaci che fanno vera opposizione, non si riesce a fermare l'avanzata della marea nera che sta distruggendo i pilastri della democrazia, violando i principi intoccabili della Carta Costituzionale Repubblicana.
Una marea nera con robuste venature verdi, viscida e puzzolente che avanza sempre più rumorosa per devastare il presente e cancellare il futuro. Una marea alimentata da esseri arroganti e pericolosi, che vogliono instaurare con ogni mezzo un pensiero unico come nei più beceri dei regimi dittatoriali, dove il grande capo decide tutto, cambia le leggi a suo piacimento per tornaconto personale e per quello di pochi amici. Per tutti gli altri italiani è garantita soltanto la libertà di obbedire e adorare, salvo che da qualche parte in qualche modo appaia in loro difesa un Obama italiano capace di formare, coordinare e guidare una vera opposizione per salvare la democrazia.
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sabato 29 maggio 2010
Giovani, Neet e CCCP
"Non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport". Era questo il ritornello della canzone targata 1985 "Io sto bene" del gruppo punk emiliano CCCP di Giovanni Lindo Ferretti.
A distanza di 25 anni si coglie un parallelo con l'ultimo rapporto dell'Istat, dal quale emerge che oltre due milioni di giovani italiani non sono né a scuola, né a lavoro.
Si tratta del 21,2% degli under 29, ragazzi fuori dal circuito formazione-lavoro, bloccati nel limbo della precarietà, costretti quando possibile ad arrangiarsi con l'aiuto dei genitori in attesa di tempi migliori che non arrivano mai.
È il fenomeno in continua crescita dei cosiddetti Neet (Not in education, employment or training). Tra il 2008 e il 2009 i giovani, dai 20 ai 24 anni classificabili come Neet, sono aumentati del 13%. Nel Sud sono il 30,3% contro il 14,5% del Nord.
In Italia il tasso di disoccupazione a novembre ha raggiunto l'8,3%. Nell’ultimo anno sono state bruciate oltre 400 mila unità lavorative. Aumentano progressivamente le persone in cerca di un lavoro. È il dato peggiore dal 2004.
Il tasso giovanile è pari al 26,5%, significa che un giovane ogni 4 non riesce a trovare lavoro. L'Inps ha comunicato che nel 2009 le ore di cassa integrazione sono aumentate del 311,4% rispetto all’anno precedente passando da 223 milioni a 918 milioni.
Per uscire da questo pantano al momento per un giovane ci sono poche soluzioni, tra queste: diventare un pericoloso criminale o un viscido politico (se le due cose coincidono la carriera è assicurata); sposare il figlio di Silvio Berlusconi o un milionario, come suggerito dallo stesso premier il 13 marzo del 2008; buttarsi nel mercato del porno (ma con la consapevolezza che l'unico settore che ancora rende è quello omosessuale).
È, dunque, possibile sostenere che i giovani hanno tutta la vita davanti, ma non sanno mai cosa possono trovarsi di dietro. A peggiore la situazione c'è una legge Finanziaria che promette lacrime e sangue. Il premier, dopo aver abbandonato il suo insano ottimismo con un triplo salto mortale carpiato, ha detto che in questo provvedimento ha messo la sua faccia. Indovinate cosa invece ci metteranno gli italiani?
Ogni Neet è moderatamente perplesso e come un tempo urlavano i CCCP si chiede: "Io sto bene, io sto male, io non so come stare, io sto bene, io sto male, io non so cosa fare …".
venerdì 21 maggio 2010
Una colata di cemento vi seppellirà
Il cemento salverà l'economia. Grandi infrastrutture ed espansione edilizia senza limiti sono la soluzione a tutti i problemi. In ogni borgo d'Italia opera una cricca nota come "la banda del cemento" che vuole costruire ad ogni costo. Non ha importanza se spesso si tratta di interventi inutili e di enorme impatto ambientale.
La parola d'ordine è costruire, formalmente per rimettere in moto l'economia. Nessuno fermerà il progresso. I componenti della banda, più o meno potenti, più o meno opportunisti, più o meno minacciosi, per lavarsi la coscienza periodicamente promuovono qualche provvedimento ambientalista e ricorrono a parole e frasi ad effetto come: biologico, cultura ecosostenibile, energie alternative, acquisto solidale e consumo di prodotti locali a km zero. Ma dietro le quinte si danno da fare soltanto per cementificare il Paese.
Il cemento è sacro, genera affari così succulenti da tenere unita, dal centro alle periferie, una cricca multiforme fatta di post fascisti, secessionisti in salsa verde, post comunisti, santi uomini, dinosauri post democristiani, salta fosso, colletti bianchi senza anima e socialisti non pentiti. Il cemento è vita, fede, libertà, ricchezza e futuro.
Migliaia di aziende continuano a chiudere i cancelli, a mettere in cassa integrazione i lavoratori. A chi serve la politica del cemento? Qual è il vantaggio? Chi ci guadagna? Non fate troppe domande altrimenti, come spesso accade dalle Alpi allo Stretto di Messina, potreste correre il rischio di sparire. Non guardate. Non parlate. Non ascoltate. Altrimenti una colata di cemento vi seppellirà.
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