È legittimo sparare sui pescherecci ma solo se a bordo ci sono clandestini. È legittimo prostituirsi per fare carriera e magari ottenere un seggio sicuro in Parlamento. È legittimo tappezzare una scuola con i simboli di un partito. È legittimo approvare leggi ad personam. È legittimo distruggere la Costituzione, offendere il Tricolore e le istituzioni repubblicane. È legittimo non elaborare un piano di risanamento economico e industriale. È legittimo abbandonare i terremotati dell’Abruzzo. È legittimo fare accordi con le organizzazioni criminali. È legittimo distruggere il sistema scolastico. È legittimo rubare il futuro dei nostri figli. È legittimo seminare odio e violenza. È legittimo essere spietati con i più deboli e fragilissimi con i potenti. È legittimo instaurare una teledemocrazia fondata sul conflitto di interessi. È legittimo fare fuori chiunque esprima un dissenso. È legittimo corrompere e intimidire. È legittimo utilizzare i soldi pubblici per gli affarracci privati della grande cricca. È legittimo tutto ciò, ma soltanto nei peggiori sistemi autoritari che nulla hanno a che fare con la Repubblica Democratica Italiana che deve essere difesa sempre e ad ogni costo.
mercoledì 15 settembre 2010
lunedì 13 settembre 2010
In perfetta solitudine contro le mafie
Il 10 settembre 2010 nel porto di Acciaroli si sono svolti i funerali di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica ucciso dalla camorra con nove colpi di pistola perché aveva la schiena dritta e lottava per la legalità. In migliaia hanno partecipato alle esequie. In ogni angolo d'Italia molti cittadini onesti rispondendo all'appello dell'associazione antimafia Libera si sono fermati un attimo per onorarne la memoria. Tanti, forse troppi, hanno voluto esprimere con note ufficiali il proprio cordoglio, perfino chi è indifferente al diffondersi della criminalità organizzata, perfino chi sostiene che nel Nord Italia il problema non esiste.
Vassallo è stato trucidato come carne da macello dello Stato. Da distanza ravvicinata gli hanno sparato contro nove colpi di pistola di cui sette andati a segno. Era in strada da solo e senza via di scampo.
È morto un altro servitore dello Stato e oggi ne piangono la scomparsa anche i coccodrilli. L'impressione generale è che, come spesso accade nelle storie di mafia, il sindaco sia stato lasciato in uno stato di perfetta solitudine. Perfetta perché permette con estrema facilità ai killer prima di individuare il nemico e poi di decidere dove, come e quando strappargli la vita.
La perfetta solitudine che si leggeva negli occhi del magistrato Giovanni Falcone, il quale una volta disse che la mafia si può vincere "non pretendendo l’eroismo di inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori". Non schierando singoli individui ma una pluralità di soggetti forti che operano insieme mantenendo un costante rapporto con la società civile.
È questa la via maestra da intraprendere per debellare il cancro delle mafie e per continuare a sostenere tutte quelle iniziative che possono contribuire ad affermare ovunque la cultura della legalità. Occorre evitare che altri onesti servitori dello Stato si ritrovino ancora una volta in perfetta solitudine nel centro del mirino.
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mercoledì 1 settembre 2010
Molto Vicino
Nel Paese di Molto Molto Vicino regnava una cricca ingorda, aggressiva e cafona. Non vi erano regole da rispettare per chi stava al potere. Il grande capo assoluto era un vecchio nano imbroglione che non riusciva più a controllare le sue pulsioni sessuali, tanto che un triste giorno introdusse anche lo ius primae noctis. La cricca era formata principalmente da criminali, corruttori e xenofobi il cui compito era quello di negare anche i più elementari diritti democratici, di rendere inebetiti i sudditi del Paese di Molto Molto Vicino. Non pochi uomini e donne erano perfino felici di vivere in un regime illiberale e violento. La cricca utilizzava mega schermi disseminati ovunque per trasmettere messaggi e programmi in grado di ridurre le capacità di pensiero, di analisi e di critica del popolo. Programmi basati su risse, sesso e brutalità. Un turbinio di culi, tette, sangue e turpiloqui. I pochi tentativi di resistenza venivano soffocati con facilità perché la cricca trovava sempre qualche oppositore disposto a vendersi per poche monete di latta o organizzava violente campagne denigratorie e di caccia per eliminare i contestatori più ostinati. Un giorno, però, nel Paese di Molto Molto Vicino accadde qualcosa di nuovo: una mutazione genetica che lentamente trasformò la popolazione. I mutanti manifestavano elevate capacità di pensiero e di critica, di lotta per affermare regole democratiche e liberali per tutti. La cricca non riuscì a frenare questa selezione naturale. I mutanti erano troppo resistenti ad ogni tentativo di corruzione e di sopruso. E così le specie moralmente deboli e nocive per il prossimo lentamente sparirono e nel Paese di Molto Molto Vicino tornò a splendere il sole.
domenica 29 agosto 2010
Le conseguenze del razzismo
Cose che accadono. Domenica mattina 29 agosto 2010. Apertura straordinaria dell'Esselunga di Corbetta, in provincia di Milano. È il momento giusto per fare la spesa senza trovare troppa confusione. Dal 1957 la Esse è il marchio di qualità della prima catena italiana di supermercati a servizio dei clienti. Reparto frutta e verdura del punto vendita di Corbetta. Un cliente di circa 50 anni, accompagnato dalla moglie, chiede a un dipendente informazioni su alcuni prodotti. È insistente ma educato. Il dipendente perde le staffe, davanti a tutti lo apostrofa con un “vaffaculo, terrone di merda” e se ne va. L'uomo e la moglie restano per un attimo sbalorditi, poi chiamano il direttore e raccontano quanto accaduto. Il responsabile è vistosamente mortificato e si scusa. Il cliente spiega che continuerà a fare la spesa nel supermercato, ma stigmatizza l’autore dell’offesa gratuita. Una cosa è certa: contro il dipendente che odia i terroni saranno presi dei provvedimenti.
lunedì 23 agosto 2010
Una vita esplosiva
La vita degli italiani è come un arco teso tra la terra e la fogna. La degenerazione dei valori alimentata dal sistema di potere videocratico ha compromesso ogni equilibrio sociale. Basta una piccola scintilla per innescare in qualche cittadino un'esplosione di rabbia, il più futile dei motivi per provocare una rissa verbale (e non solo). La tecnica dello scontro è il primo insegnamento impartito attraverso i programmi televisivi ad alto indice di violenza, dove gli ospiti anche illustri si insultano pesantemente e alzano la voce. Risse che imitate nel mondo reale possono avere anche risvolti tragici e sanguinolenti. Non passa giorno senza vedere o sentire qualcuno litigare furiosamente in strada, al supermercato, in un ufficio pubblico, dove capita. Altro che eventi sporadici. La tensione sociale aumenta e così anche il rischio di non tornare più a casa la sera. Si vive passeggiando inconsapevolmente sul filo del rasoio, dentro una polveriera fatiscente e senza sistemi di sicurezza. Una cosa è certa: agli italiani è stato riservato un futuro esplosivo.
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martedì 17 agosto 2010
L'estate della politica decaduta
Sta finendo l'estate più bastarda di sempre. La politica ha toccato il fondo dando pieno sfogo ai propri istinti più violenti, volgari e illiberali. Con dossier creati all'abbisogna per denigrare, distruggere, cancellare chi non è allineato. Regna un clima di odio tale che se fosse possibile i nemici verrebbero affogati nel loro stesso sangue. Bisogna anche stare molto attenti a criticare, fare satira, denunciare le malefatte, a resistere alle pressioni. Si rischiano con estrema semplicità ritorsioni e minacce più o meno dirette e pesanti. Nella saga cinematografica del Padrino, un manager che aveva rifiutato una raccomandazione si sveglia in un letto pieno di sangue. Sotto le lenzuola trova la testa mozzata del suo cavallo preferito. Un avvertimento in puro stile mafioso, un modo di agire di cui oggi sembra appropriarsi anche parte della politica italiana. Non si è ancora arrivati a tanto, ma la meta è dietro l’angolo. Il futuro degli italiani è gestito da una classe dirigente che in prevalenza sembra contaminata da massoni, furbetti, malfattori e mafiosi. Gente diversamente onesta che dovrebbe essere in galera. La democrazia in Italia è in grave pericolo. I problemi veri dei cittadini sono rimasti e rimarranno ancora in secondo piano. Serve una cura con anticorpi resistenti e democratici.
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