Nel parco ci sono troppe persone che parlano da sole. Un uomo di mezza età sta seduto sulla panchina, gesticola e blatera di società che si devono fondere facendo una strage di dipendenti. Con la faccia quasi incollata a un tronco una ragazza in tuta da ginnastica e tette di plastica racconta le sue disavventure d'amore, parla di Alessandro che l'ha tradita con la sua migliore amica. In un'altra panchina sedute agli estremi un uomo e una donna, il primo parla di cosa mangerà a pranzo, la seconda del vestito che ha visto nel negozio del centro. Sono ovunque e tutti sembrano parlare da soli, come i matti che riempivano i saloni dei vecchi manicomi. La tecnologia consente di parlare senza fili, non occorre più portare il cellulare all’orecchio. Basta l'auricolare che fa tanto servizio di sicurezza. Queste persone disperse nel parco fanno tanta tenerezza, così vicine eppure così distanti, ognuna persa in un angolo a parlare a voce alta con presenze virtuali. Capaci di connettersi con tutto il mondo, tranne che con chi sta loro accanto.
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domenica 27 febbraio 2011
mercoledì 24 febbraio 2010
Andare a mafia nel Parco
È caduto nel vuoto l'appello di siglare un patto dei sindaci per la legalità contro la diffusione della 'ndrangheta anche nelle aree del Sud Ovest della Provincia di Milano. La richiesta è partita nei mesi scorsi da uno dei sindaci della zona ma a parte la disponibilità immediata di qualche amministratore illuminato, è seguito il silenzio più assordante.
In questa zona dell'hinterland milanese la situazione è già compromessa. Soltanto grazie a periodiche inchieste della magistratura e di testate giornalistiche solide come l'Espresso e La Repubblica, ogni tanto vengono alla luce brutte vicende che riguardano traffico di cocaina, affari nell'edilizia, smaltimento illegale di rifiuti anche tossici, contatti tra politici e criminalità organizzata.
La 'ndrangheta ha allungato i propri tentacoli anche nei Comuni dell'Abbiatense. È un territorio che sta subendo profondi cambiamenti sociali, economici e urbanistici. Un territorio ricco e verde che esercita una forte attrattiva economica, anche perché interessato dalla realizzazione di grandi infrastrutture legate a Expo 2015. Un territorio che è diventato anche un importante bacino elettorale per conquistare voti e approdare in Provincia, Regione e Parlamento.
A complicare la situazione ci sono diversi furbetti di campagna che preferiscono occuparsi di altro, per esempio: dell'allarme clandestini, delle buche nelle strade, delle prostitute, dei lampioni della luce, della cacca dei cani, di inesistenti emergenze ambientali. Se serve sono anche capaci di montare ad arte polemiche futili ma di facile presa.
Intanto, le organizzazioni criminali si sono ramificate indisturbate, con il supporto di insospettabili professionisti. Ma nessuno vede, sente o parla. Chi prova a lanciare l'allarme rischia di rimanere con il cerino acceso in mano, da solo nel centro del mirino. Ma non è più possibile fare finta di niente e godersi una vita apparentemente tranquilla nel Parco Agricolo Sud Milano, tra rogge, cascine, 'ndrangheta e baggianate che propinano a giorni alterni i bugiardini servi del potere.
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