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mercoledì 25 maggio 2011

Alzi la mano chi è povero

È la storia di una società che precipita. Dal rapporto annuale dell'Istat (Istituto nazionale di statistica) emerge una dura realtà: un italiano su quattro è povero. In questi anni sono mancate serie politiche di rilancio del sistema Italia. Le imprese continuano a chiudere una dopo l'altra soffocate dalla crisi o con la scusa della crisi si trasferiscono altrove, in qualche parte del mondo. Tutto questo sta accadendo nel silenzio generale per non disturbare il manovratore, la cricca degli amici degli amici e le puttane di palazzo. Prevale l'interesse di pochi arroganti e irresponsabili a scapito del "bene comune", della collettività. Sempre più famiglie, dal Nord al Sud, devono affrontare in perfetta solitudine il dramma del licenziamento, della cassa integrazione. Un operaio che ha appena perso il lavoro ha detto: "La politica mi fa schifo, ma almeno chi ci governava nella Prima Repubblica aveva anche un minimo di senso delle Istituzioni, faceva qualcosa per il Paese". Adesso? È una guerra per bande in cui molti protagonisti della politica arraffano il più possibile e se ne fregano del declino dell'Italia. Secondo il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non è vero che un italiano su quattro è povero, anzi in un incontro pubblico rivolgendosi alla platea ha invitato ad alzare la mano chi lo fosse. Questo è lo stile di chi governa gli italiani che sono in fase di caduta libera e senza paracadute. Si attende lo schianto.



mercoledì 16 marzo 2011

Italia, le celebrazioni e i meschini

La giovane Italia compie 150 anni. È un momento storico complesso e drammatico, sia per fattori globali che riguardano l'economia, le tensioni internazionali, le catastrofi naturali, sia per fattori prettamente italiani che riguardano la progressiva perdita di valori e in particolare l'imbarbarimento del confronto politico.
In campo dovrebbero scendere i "migliori" per tentare di rilanciare il Paese. Non è così, anzi sta accadendo il contrario. Occorre reagire insieme e in fretta partendo dal 150° compleanno dell'Unità d’Italia. È una grande occasione. Basta sconti a chi ha deciso di rovinare la festa, basta sconti ai nazisti in camicia verde che continuano indisturbati a oltraggiare il tricolore e la Patria, arrivando perfino ad abbandonare le sedi istituzionali durante l'esecuzione dell'Inno di Mameli. Questi traditori non possono restare impuniti. Urgono le dimissioni da ogni incarico istituzionale, pubblico. Si attende una presa di posizione chiara e forte dalle autorità competenti, dalle forze democratiche che sono ancora la maggioranza in questo Paese.
Il consigliere regionale lombardo, Romano La Russa (PdL), fratello del più noto ministro Ignazio, ha espresso totale disprezzo contro i consiglieri leghisti che si sono rifiutati di entrare in aula durante l'esecuzione dell'inno nazionale e ha dichiarato che "chi non rende onore alla propria bandiera, al proprio inno e alla Patria non può che essere definito vigliacco e la sua esistenza meschina". Affermazioni cariche di emozioni forti e condivisibili, ma l'uomo avrebbe anche potuto evitare di stringere alleanze politiche con i nemici della Patria che oggi attacca duramente.
È stato completamente perso il senso della misura. Ci sono individui meschini che si stanno approfittando di questa fase critica nazionale e mondiale, per curare i loro sporchi interessi di piccoli bottegai di provincia.
È necessario rompere il muro dell'indifferenza, reagire duramente contro un'esigua minoranza fanatica e cafona che sta facendo del male alla giovane Italia, distruggendo ogni giorno un pezzo della Costituzione. Salvare il futuro delle nuove generazioni è ancora possibile. Nonostante, tutto. Buon compleanno, Italia.