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venerdì 14 maggio 2010

Se critichi ti cancello

Sono tempi bastardi. Dalla cultura del confronto, anche duro ma democratico, che aiuta la società a crescere si è passati alla sterile cultura del nemico da abbattere ad ogni costo e con ogni mezzo. In giro si incontrano tante persone prive di spirito critico e ridotte a pericolosi automi. Sono fanatici della propria "tribù", servi sciocchi e semplici opportunisti. Un popolo, che ama più di ogni altra cosa il calcio, dovrebbe sapere che i giocatori in campo si confrontano duramente, a volte commettendo anche qualche fallo di troppo, ma ogni partita finisce sempre con una stretta di mano e lo scambio della maglietta. Un popolo evoluto dovrebbe sapere che la critica stimola importanti riflessioni e consente di intervenire in tempo utile per migliorare lo stato delle cose a vantaggio di tutti. Oggi la tendenza generale è di staccare il cervello e di uniformarsi ciecamente alla linea del capo, del partito o della guida spirituale. Non è più permesso criticare, fare funzionare i neuroni, provocare. Aumentano i casi grotteschi, come quello della zia politicamente destrorsa che cancella dagli amici di facebook la propria nipote perché ha osato pubblicare messaggi di critica contro il governo in carica. E ancora per restare nel social network, il caso dell'artista indipendente che cancella un vecchio e caro amico solo perché questo ha osato accettare tra i suoi contatti un esponente del PdL. La regola è schierarsi, combattere e ubbidire senza pensare e criticare, altrimenti si rischia di essere cancellati (al momento, soltanto nei social network, domani chissà…).  




giovedì 25 febbraio 2010

Doccia in mutande

Una nuova generazione si aggira negli spogliatoi maschili delle palestre italiane. Niente più discorsi scurrili, come il resoconto minuto per minuto dell'ultima grande impresa sessuale o della bevuta del sabato sera con vomitata finale. Questi ragazzi sono più educati ma insipidi, parlano di moda, commentano con dovizia di particolari i più popolari e dementi programmi tv. Raramente nei loro discorsi finisce anche qualche ragazza, ma solo per aggiornarsi a che punto è della sua vita, se è riuscita a incastrare l'amico comune facendosi mettere incinta. L'unico argomento che non tramonta mai è il calcio. Negli spogliatoi ognuno manifesta la propria passione per la squadra del cuore, che si segue poco allo stadio e tanto seduti comodamente davanti al televisore al plasma magari in HD. Molti di questi ragazzi sono così timidi e impacciati da fare la doccia con le mutande. Anche negli spogliatoi maschili si è passati da un estremo all'altro, non riuscendo a trovare un punto di equilibrio, un centro di gravità permanente.