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mercoledì 19 febbraio 2014

Matteo Renzi Proteggimi

C’è qualcosa di grande e miracoloso nella discesa in campo di Matteo Renzi. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. L’unico che c’è rimasto un po’ male è Enrico Letta che adesso si dedica a tempo pieno alle pratiche zen sperando prima o poi di riuscire a stare sereno. 
La Borsa italiana chiude con segno positivo, lo spread si mantiene basso, il mercato accenna segni di ripresa. E il nostro Renzi non ha ancora fatto nulla, figuriamoci quando si metterà all’opera seguendo il principio che una riforma al giorno (pardon, al mese) toglie la crisi di governo di torno. 
Il sindaco di Firenze, segretario del Pd e premier porta bene. Non ci sono dubbi. Altro che gobba, corna e altri gadget portafortuna. A Napoli sono già in distribuzione i santini con la scritta “Matteo Proteggimi” da mettere sul cruscotto dell’auto oppure dentro il portafoglio o tra le mani giunte la sera quando con i bimbi si recita la preghiera prima di andare a nanna. 
L’uomo, dotato anche di un potente e sofisticato processore multitasking innescato direttamente nella scatola cranica e attivabile pigiando il neo sulla fronte, si sta veramente giocando tutto. Le aspettative degli italiani nei suoi confronti sono aumentate in maniera esponenziale. Chi vivrà, vedrà.

venerdì 14 maggio 2010

Se critichi ti cancello

Sono tempi bastardi. Dalla cultura del confronto, anche duro ma democratico, che aiuta la società a crescere si è passati alla sterile cultura del nemico da abbattere ad ogni costo e con ogni mezzo. In giro si incontrano tante persone prive di spirito critico e ridotte a pericolosi automi. Sono fanatici della propria "tribù", servi sciocchi e semplici opportunisti. Un popolo, che ama più di ogni altra cosa il calcio, dovrebbe sapere che i giocatori in campo si confrontano duramente, a volte commettendo anche qualche fallo di troppo, ma ogni partita finisce sempre con una stretta di mano e lo scambio della maglietta. Un popolo evoluto dovrebbe sapere che la critica stimola importanti riflessioni e consente di intervenire in tempo utile per migliorare lo stato delle cose a vantaggio di tutti. Oggi la tendenza generale è di staccare il cervello e di uniformarsi ciecamente alla linea del capo, del partito o della guida spirituale. Non è più permesso criticare, fare funzionare i neuroni, provocare. Aumentano i casi grotteschi, come quello della zia politicamente destrorsa che cancella dagli amici di facebook la propria nipote perché ha osato pubblicare messaggi di critica contro il governo in carica. E ancora per restare nel social network, il caso dell'artista indipendente che cancella un vecchio e caro amico solo perché questo ha osato accettare tra i suoi contatti un esponente del PdL. La regola è schierarsi, combattere e ubbidire senza pensare e criticare, altrimenti si rischia di essere cancellati (al momento, soltanto nei social network, domani chissà…).  




mercoledì 31 marzo 2010

Il grillo espiatorio

La storia del "grillo espiatorio" non mi piace. Non è possibile giustificare l'ultimo tracollo elettorale del Partito democratico puntando il dito contro Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle. È un'uscita miope, poco credibile. Non serve a nascondere il grave problema di fondo: i mega dirigenti del partito non hanno ancora trovato il modo di vincere, la formula giusta per parlare al cuore e alla testa delle persone che continuano a non fidarsi del centrosinistra, soprattutto nelle Regioni del Nord. Tutto questo accade mentre a livello locale ci sono amministratori democratici nuovi, capaci di usare linguaggi diversi e farsi capire dalla gente, di avanzare proposte innovative e concrete. Amministratori che ottengono consensi, ma restano ancora una minoranza soffocata anche perché temuta da chi non vuole mollare la poltrona. Un dato è certo: nonostante tutto, Silvio Berlusconi ha vinto le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010. Se ne prenda atto senza tentare di schiacciare il grillo, che tra l’altro nella bella favola di Pinocchio rappresentava la propria coscienza critica.