C’è aria viziata in Europa. È quanto emerge dall'ultimo rapporto sulla qualità dell’aria pubblicato dall'Agenzia europea per l'ambiente (AEA), in cui si legge che circa il 90% delle persone che vive nelle città dell'Unione europea (UE) è esposto a livelli d’inquinanti atmosferici ritenuti nocivi per la salute dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Il problema dell’inquinamento atmosferico persiste in molte aree, nonostante la riduzione delle emissioni e delle concentrazioni di alcuni inquinanti in atmosfera osservata negli ultimi decenni. Il particolato e l'ozono troposferico sono le due principali sostanze inquinanti che continuano a causare problemi respiratori, malattie cardiovascolari e una minore aspettativa di vita. A produrre le emissioni nocive concorrono il traffico, l'industria, l'agricoltura e le abitazioni. In Europa sul fronte dell'ozono spicca in negativo Padova, con 104 giorni di superamenti nel 2011, seguita da Pavia, Reggio Emilia, Treviso, Parma, Verona e Varese. In generale l’Italia ha valori di ozono oltre tre volte più elevati rispetto alla soglia limite.
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mercoledì 16 ottobre 2013
venerdì 1 marzo 2013
Traffico, inquinamento e costi
Chi inquina di più deve pagare di più. Con questo spirito a livello europeo si vorrebbero rivedere al rialzo e diversificare i pedaggi stradali per gli automezzi pesanti, che incidono pesantemente sulla qualità dell’aria. In Europa l'inquinamento atmosferico causa 3 milioni di giorni di assenza per malattia e 350000 morti premature. Secondo uno studio dell'AEA (Agenzia Europea dell’Ambiente) la cattiva qualità dell’aria si traduce anche in costi. In particolare, solo le spese derivanti dall'inquinamento atmosferico causato dagli automezzi pesanti negli Stati membri ammontano a circa 44 miliardi di euro all'anno. Una direttiva europea stabilisce il modo in cui gli Stati membri dell'UE potrebbero incorporare i costi sanitari derivanti dall'inquinamento atmosferico in una struttura di pedaggio per grandi strade e autostrade. Le entrate derivanti da tali progetti dovrebbero essere investite in trasporti sostenibili. Il gasolio, utilizzato dalla quasi totalità degli automezzi pesanti, provoca più inquinamento atmosferico per chilometro rispetto ad altri carburanti come la benzina. Le relative emissioni di scarico sono state recentemente etichettate come cancerogene dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. L'inquinamento dei trasporti su strada in Italia costa caro in termini di salute: 15,5 miliardi di euro complessivi, di cui 7,2 miliardi prodotti derivanti dai mezzi pesanti. Su 33 città esaminate, Milano è terza in classifica dopo Zurigo e Bucarest per costo dell'impatto dei camion per km: 0,107 euro per i mezzi Euro III e 0,064 euro per i mezzi Euro IV. Gli Stati membri dell'UE devono riferire alla Commissione entro il prossimo ottobre di il modo in cui intendono realizzare il pedaggio stradale. L'applicazione dei diritti di utenza stradale dipende da una decisione dei singoli Paesi.
domenica 20 gennaio 2013
Chiedi alle polveri
In Italia per conoscere lo stato di salute dei cittadini bisogna chiederlo alle polveri che sono concentrate nell’aria che si respira in ogni città. E la risposta è allarmante. Infatti, dal rapporto “Mal’aria di Città 2013” di Legambiente sull’inquinamento atmosferico e acustico, emerge che in tutti i principali centri urbani sono state superate le concentrazioni minime di polveri sottili (PM10). In particolare molte città della Lombardia hanno oltrepassato il bonus di 35 giorni di superamento del valore medio giornaliero della concentrazione delle polveri stabilito dalla legge pari a 50 microgrammi/metro cubo. E precisamente: Cremona con 118 giorni di superamento; Brescia e Milano 106, Bergamo 99, Monza 96, Mantova 90, Pavia 83, Lodi 64, Como 58, Varese 48, Lecco 44, Sondrio 36. Inoltre, in molte città sono fuori norma anche i valori del pericoloso PM2.5 (frazione delle polveri, con diametro inferiore ai 2,5 micron) e quelli degli ossidi di azoto.
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