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domenica 20 gennaio 2013

Chiedi alle polveri


In Italia per conoscere lo stato di salute dei cittadini bisogna chiederlo alle polveri che sono concentrate nell’aria che si respira in ogni città. E la risposta è allarmante. Infatti, dal rapporto “Mal’aria di Città 2013” di Legambiente sull’inquinamento atmosferico e acustico, emerge che in tutti i principali centri urbani sono state superate le concentrazioni minime di polveri sottili (PM10). In particolare molte città della Lombardia hanno oltrepassato il bonus di 35 giorni di superamento del valore medio giornaliero della concentrazione delle polveri stabilito dalla legge pari a 50 microgrammi/metro cubo. E precisamente: Cremona con 118 giorni di superamento; Brescia e Milano 106, Bergamo 99, Monza 96, Mantova 90, Pavia 83, Lodi 64, Como 58, Varese 48, Lecco 44, Sondrio 36. Inoltre, in molte città sono fuori norma anche i valori del pericoloso PM2.5 (frazione delle polveri, con diametro inferiore ai 2,5 micron) e quelli degli ossidi di azoto. 


lunedì 7 gennaio 2013

Non se ne faranno una Regione


È iniziato il conto alla rovescia per le elezioni politiche del 2013. E puntuali arrivano i primi sondaggi, come quello dell’Istituto di ricerca Tecnè realizzato per Sky sulle intenzioni di voto degli italiani al 29 dicembre 2012. Il centrosinistra raggiunge il 39,9%. Il centrodestra è fermo al 24,8%. Poi a ruota seguono il Movimento 5 Stelle con il 15,7% e il grande centro (UdC, Fli, Scelta Civica “Monti”) con il 14,3%. Il primo partito è il Pd con il 35,3% contro il 19,5% del PdL. La lista collegata al premier uscente Mario Monti si attesta al 6%, l’Udc di Pier Ferdinando Casini al 4,8% e Futuro e Libertà di Gianfranco Fini all’1,2%. Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola conquista il 4,1%, la Lega Nord di Roberto Maroni il 3,9% e la lista “Rivoluzione Civile” di Antonio Ingroia il 3,8%. L’aria di vittoria che già si respira nel centrosinistra ha surriscaldato gli animi aumentando il traffico da regolare per permettere la formazione delle liste, soprattutto per le regionali in Lombardia. In molti stanno sentendo l’improvvisa esigenza di scendere in campo. Non è scritto da nessuna parte che bisogna per forza candidarsi alle politiche o alle regionali. I giochi sono quasi fatti. In molti resteranno delusi e non se ne faranno una “regione”. 


mercoledì 7 dicembre 2011

La verginità del Nord

Al Nord la mafia non esiste. Lo sostengono sindaci, politici di spicco e persino prefetti. Anche di fronte all'evidenza di imponenti inchieste, affari sporchi e morti ammazzati, qualcuno continua a relegare tutto a fenomeni folcloristici, sangue a parte, legati a terroni criminali con coppola e lupara che si sono trasferiti nelle regioni "verginelle" del Nord. La realtà è diversa. I mafiosi di oggi sono professionisti insospettabili che hanno in loco il sostegno di una fitta rete sociale ed economica. Le mafie al Nord ci sono sempre state, hanno avuto almeno tre decenni per ramificarsi e svilupparsi. Il docente dell'Università di Oxford, Federico Varese, sostiene che questo fenomeno non è frutto di un'occupazione territoriale decisa a priori da alcuni strateghi delle organizzazioni criminali. Le mafie hanno attecchito soltanto dove c'è stata una richiesta di mafia. I criminali sono diventati "esperti consulenti dell'illegalità" per fare affari, soprattutto in Lombardia e in Piemonte. Mentre in Friuli e nel Veneto non sono riusciti a mettere radici. Non è più credibile il concetto di un popolo puro del Nord, in cui si sono infiltrati elementi esterni mafiosi.




mercoledì 27 ottobre 2010

Storie di "minchia - minchia"

Le mafie in Lombardia ci sono, esistono e operano da sempre. I "negazionisti" gli "indifferenti" e i "collusi" hanno sempre sminuito l'allarme criminalità limitandolo a piccole storie e in senso dispregiativo tra "minchia, minchia", tra meridionali malavitosi con la coppola che si sono trapiantati al Nord. I magistrati e le forze dell'ordine raccontano un’altra storia: la criminalità organizzata si è evoluta e radicata nel profondo Nord, soprattutto per l'indifferenza sociale ma anche per la complicità di autoctoni pronti a fare affari con chiunque. I criminali di oggi hanno il colletto bianco, si sono formati nelle migliori università europee e parlano più lingue. È la nuova generazione bellezza! In Lombardia contano su un esercito di migliaia di persone, tanto che possono ordinare di sequestrare una collaboratrice di giustizia in pieno centro a Milano, poi spostarla altrove, torturarla e scioglierla nell'acido. Si muovono nel territorio lombardo con assoluta libertà e sicurezza. Sono pesantemente presenti nei settori dell'edilizia e della movimentazione terra, dello smaltimento rifiuti, del traffico d'armi (anche da guerra), del mercato della cocaina, dell'usura e del racket. E come se non bastasse, hanno allungato i tentacoli in molte altre attività commerciali, per esempio controllando dei locali della movida milanese. In Lombardia, come un tempo accadeva in Sicilia e in Calabria, nessuno reagisce, nessuno sporge denuncia. Tutto tace.