La temperatura è precipitata sotto zero. Sono gli ultimi giorni di scuola prima della lunga pausa natalizia. Nell'aria si respira un clima di festa ma in questo periodo molta gente diventa più cattiva e acida del solito. Lo dimostra un singolare episodio che riguarda un bambino arabo e il suo stravagante accompagnatore. Da circa una settimana ogni mattina, tra mamme e nonni che portano i pargoli a scuola nascosti da sciarpe e cappelli colorati e griffati, si distinguono queste due figure: il piccolo immigrato è vestito in modo regolare e, se non fosse per la pelle molto scura, non si noterebbe neanche tra i pallidi volti degli autoctoni. Il suo accompagnatore invece, praticamente a circa - 6 gradi di temperatura, è in strada con ciabatte, senza calze e con una pesante coperta che malamente gli copre la testa e la parte superiore del corpo. Indossa pantaloni e maglia molto leggeri. È troppo giovane per essere il padre del bambino ma potrebbe essere lo zio oppure il fratello maggiore. Non importa. Sta solo facendo il suo dovere: accompagnare il bimbo a scuola. In molti gli ridono dietro e borbottano malignamente: “Hai visto come vanno in giro questi stranieri. Roba da matti”. A nessuno viene in mente, tra una messa e un evento natalizio colmo di cibo e ipocrisia, che magari si tratta di una persona povera che non può permettersi vestiti adeguati per la fredda stagione invernale. Neanche un giaccone. È difficile credere che vada in giro riparandosi con una vecchia coperta per il solo piacere di farlo. Esiste anche uno spirito cattivo del Natale, freddo come il ghiaccio che ricopre i rami sparuti di un albero.
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domenica 15 dicembre 2013
giovedì 17 novembre 2011
Pim, pum e pam
Il cancello della scuola è chiuso. Arrivano i bambini ed è subito ressa. Si accalcano contro le inferriate e urlano. Ognuno di loro vuole entrare per primo, superare gli altri, partire come un fulmine appena la bidella all'orario stabilito aprirà. Un alunno di quinta, alto e ben piazzato, si fa strada a forza di spintoni. È giunto davanti al cancello ma trova un ultimo ostacolo da superare. È una bambina che ha occhi azzurri come il cielo in una giornata di sole. La prende per una spalla e la spinge con forza. Lei cade a terra, si rialza saltando come un gatto e si avventa contro l'aggressore. Tutto si svolge in un attimo. Pim, pum e pam. La bimba gli piazza prima un pugno in un occhio e a seguire due rumorosi schiaffoni. Il bambino barcolla sbalordito, inizia a piangere a dirotto e poi corre tra le sicure braccia della sua mamma. La bimba torna al suo posto. La bidella apre il cancello e lei entra per prima. Ha un sorriso beffardo disegnato sul volto, bellissimo.
mercoledì 14 aprile 2010
Padani che odiano i bambini
In questi tempi bastardi emerge un'Italia orgogliosamente razzista e solidale, profondamente cattolica e depravata. Vizi e virtù che si uniscono in un rapporto incestuoso pieno di contraddizioni. Uno stato di cose che come spesso accade colpisce i più deboli e indifesi come i bambini, soprattutto se sono figli di immigrati.
In particolare a Padianopoli si assiste a una quotidiana e indisturbata deriva nazista. Ci sono scuole materne, dove i bambini stranieri vengono emarginati e umiliati, abbandonati in un angolo della classe (a volte perfino sistemati a debita distanza dai banchi dei bambini padani e quindi di razza superiore).
Ci sono educatori sensibili che facilitano i processi di integrazione, altri che invece alimentano "la paura del diverso" che è naturalmente insita nei bambini. Comportamenti questi ultimi che stanno diventando normali, anche a causa dell'impetuosa onda populista, razzista e violenta che caratterizza certa politica e che sembra piacere tanto agli italiani impegnati tra un mea culpa a messa la domenica mattina e una sniffata di coca serale direttamente dal fondoschiena di una escort.
Vengono emarginati i bambini di genitori che provengono dall'Africa, dall'Europa dell'Est ma anche da Stati come Spagna, Germania e Inghilterra. A Padianopoli sei comunque un fottuto straniero da temere e cacciare via.
A Paderno, in provincia di Udine, è avvenuta la prima sepoltura islamica nell'area cimiteriale riservata (la salma è rivolta alla Mecca). La Lega Nord ha promesso battaglia, anche se si tratta di una neonata deceduta nei giorni scorsi all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.
In Veneto e in Lombardia, in alcuni comuni guidati dalla Lega Nord, è esercitato una sorta di mobbing istituzionale ai danni di bambini immigrati che frequentano la scuola primaria.
In Veneto, per esempio, una giunta comunale ha deciso che i bambini, provenienti da famiglie (spesso straniere) non in grado di pagare la retta relativa alla mensa scolastica, devono essere sfamati a pane e acqua. È così è stato. Questi bambini poveri sono stati umiliati davanti ai loro compagni.
È poi intervenuta la Dirigenza scolastica cercando di "dividere" il cibo in eccesso (magari perché lasciato dagli altri) in modo da riservare delle porzioni anche ai meno fortunati. Anche la Caritas si è fatta avanti per garantire il pagamento della mensa a favore di quelle famiglie povere che non possono affrontare certe spese.
In Lombardia un sindaco leghista aveva deciso di negare l'ingresso alla mensa ai bambini provenienti da famiglie non in grado di pagare. In questo caso a porre un rimedio sono intervenute le Acli. Un anonimo benefattore ha poi pagato il debito delle famiglie rimaste indietro con i pagamenti, ma scatenando le critiche degli altri genitori.
In un altro comune lombardo, le famiglie straniere pagano da diversi anni il servizio di scuolabus anche il doppio rispetto alle famiglie italiane e comunitarie. A queste ultime è applicato uno sconto sulla tariffa del servizio proporzionato agli anni di residenza nel comune. Sconto di cui non riescono a godere le famiglie straniere che hanno preso la residenza da pochi anni. Questa è discriminazione allo stato puro.
A Padianopoli per sopravvivere bisogna essere forti e ricchi, non importa con quali metodi e mezzi. Non c'è posto per i deboli e i poveri, soprattutto se stranieri. Non c'è pietà neanche per i bambini più sfortunati.
In ogni modo, bisogna prendere atto che questa politica razzista piace molto nel Nord, come dimostrano i recenti risultati elettorali. Adesso non resta che attendere le nuove leggi razziali e una bella stella gialla da appendere sul petto. Buona fortuna a tutti.
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