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mercoledì 14 aprile 2010

Padani che odiano i bambini

In questi tempi bastardi emerge un'Italia orgogliosamente razzista e solidale, profondamente cattolica e depravata. Vizi e virtù che si uniscono in un rapporto incestuoso pieno di contraddizioni. Uno stato di cose che come spesso accade colpisce i più deboli e indifesi come i bambini, soprattutto se sono figli di immigrati.
In particolare a Padianopoli si assiste a una quotidiana e indisturbata deriva nazista. Ci sono scuole materne, dove i bambini stranieri vengono emarginati e umiliati, abbandonati in un angolo della classe (a volte perfino sistemati a debita distanza dai banchi dei bambini padani e quindi di razza superiore).
Ci sono educatori sensibili che facilitano i processi di integrazione, altri che invece alimentano "la paura del diverso" che è naturalmente insita nei bambini. Comportamenti questi ultimi che stanno diventando normali, anche a causa dell'impetuosa onda populista, razzista e violenta che caratterizza certa politica e che sembra piacere tanto agli italiani impegnati tra un mea culpa a messa la domenica mattina e una sniffata di coca serale direttamente dal fondoschiena di una escort.
Vengono emarginati i bambini di genitori che provengono dall'Africa, dall'Europa dell'Est ma anche da Stati come Spagna, Germania e Inghilterra. A Padianopoli sei comunque un fottuto straniero da temere e cacciare via.

A Paderno, in provincia di Udine, è avvenuta la prima sepoltura islamica nell'area cimiteriale riservata (la salma è rivolta alla Mecca). La Lega Nord ha promesso battaglia, anche se si tratta di una neonata deceduta nei giorni scorsi all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.
In Veneto e in Lombardia, in alcuni comuni guidati dalla Lega Nord, è esercitato una sorta di mobbing istituzionale ai danni di bambini immigrati che frequentano la scuola primaria.
In Veneto, per esempio, una giunta comunale ha deciso che i bambini, provenienti da famiglie (spesso straniere) non in grado di pagare la retta relativa alla mensa scolastica, devono essere sfamati a pane e acqua. È così è stato. Questi bambini poveri sono stati umiliati davanti ai loro compagni.
È poi intervenuta la Dirigenza scolastica cercando di "dividere" il cibo in eccesso (magari perché lasciato dagli altri) in modo da riservare delle porzioni anche ai meno fortunati. Anche la Caritas si è fatta avanti per garantire il pagamento della mensa a favore di quelle famiglie povere che non possono affrontare certe spese.

In Lombardia un sindaco leghista aveva deciso di negare l'ingresso alla mensa ai bambini provenienti da famiglie non in grado di pagare. In questo caso a porre un rimedio sono intervenute le Acli. Un anonimo benefattore ha poi pagato il debito delle famiglie rimaste indietro con i pagamenti, ma scatenando le critiche degli altri genitori.
In un altro comune lombardo, le famiglie straniere pagano da diversi anni il servizio di scuolabus anche il doppio rispetto alle famiglie italiane e comunitarie. A queste ultime è applicato uno sconto sulla tariffa del servizio proporzionato agli anni di residenza nel comune. Sconto di cui non riescono a godere le famiglie straniere che hanno preso la residenza da pochi anni. Questa è discriminazione allo stato puro.

A Padianopoli per sopravvivere bisogna essere forti e ricchi, non importa con quali metodi e mezzi. Non c'è posto per i deboli e i poveri, soprattutto se stranieri. Non c'è pietà neanche per i bambini più sfortunati.
In ogni modo, bisogna prendere atto che questa politica razzista piace molto nel Nord, come dimostrano i recenti risultati elettorali. Adesso non resta che attendere le nuove leggi razziali e una bella stella gialla da appendere sul petto. Buona fortuna a tutti.



mercoledì 31 marzo 2010

Il grillo espiatorio

La storia del "grillo espiatorio" non mi piace. Non è possibile giustificare l'ultimo tracollo elettorale del Partito democratico puntando il dito contro Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle. È un'uscita miope, poco credibile. Non serve a nascondere il grave problema di fondo: i mega dirigenti del partito non hanno ancora trovato il modo di vincere, la formula giusta per parlare al cuore e alla testa delle persone che continuano a non fidarsi del centrosinistra, soprattutto nelle Regioni del Nord. Tutto questo accade mentre a livello locale ci sono amministratori democratici nuovi, capaci di usare linguaggi diversi e farsi capire dalla gente, di avanzare proposte innovative e concrete. Amministratori che ottengono consensi, ma restano ancora una minoranza soffocata anche perché temuta da chi non vuole mollare la poltrona. Un dato è certo: nonostante tutto, Silvio Berlusconi ha vinto le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010. Se ne prenda atto senza tentare di schiacciare il grillo, che tra l’altro nella bella favola di Pinocchio rappresentava la propria coscienza critica.



venerdì 26 marzo 2010

L’insostenibile leggerezza del razzismo

Bisogna proprio essere profondamente bastardi dentro per fare una pensata razzista al giorno. Nel civilissimo nord è stata avanzata dal solito genio leghista, probabilmente tra un rutto celtico e una scoreggia padana, un'altra proposta contro gli immigrati: modificare la normativa regionale sul commercio allo scopo di introdurre un test obbligatorio di italiano per lo straniero che chiede di aprire un’attività commerciale.
Almeno per ora non si è parlato di dialetto obbligatorio per tutti. La proposta padana è stata avanzata al termine della campagna elettorale per le regionali, un po' come l’ultimo botto di un coloratissimo spettacolo pirotecnico.
È stato spiegato che il test sarebbe indispensabile per la sicurezza e la salute dei consumatori: chi deve gestire un'attività di somministrazione bevande o alimenti, deve essere in grado di comprendere la lingua italiana e rispondere in maniera adeguata, soprattutto quando il cliente chiede gli ingredienti dei prodotti che sta per acquistare, per verificare l'eventuale presenza di elementi incompatibili con la sua salute o quella dei suoi figli, ad esempio il glutine.
È evidente, anche agli organismi monocellulari che vivono nelle acque del Po, che un consumatore con seri problemi di alimentazione, non si rivolge alla prima bottega che incontra per strada. Esistono anche le etichette.
Ma a questo punto perché non introdurre per legge altri due test obbligatori? Uno sul quoziente di intelligenza e l'altro sul grado di istruzione (anche generale), in entrambi i casi esclusivamente per i cittadini italiani che intendono candidarsi a cariche pubbliche, da consigliere comunale a parlamentare.
Ci sono politici che, a volte pur possedendo una doppia laurea, messi alla prova dimostrano un grado di istruzione scadente (tanto che dovrebbero farsi rimborsare i soldi delle costose rette pagate in prestigiose università e scuole per ricchi). In questo senso, il programma televisivo "Le Iene" docet.
Una cosa è certa: la proposta del test di italiano obbligatorio per stranieri è soltanto una boutade elettorale, ma se la maggioranza degli stranieri fosse messa alla prova, si preparerebbe con serietà mostrando alla fine di avere una padronanza della lingua italiana migliore di quella di molti politici nostrani.


giovedì 25 marzo 2010

Il migliore dei candidati e la perla

Il dado è tratto (alea iacta est). Frase attribuita non alla casalinga di Voghera intenta a preparare il brodino, bensì a Giulio Cesare nel 49 a. c. dopo aver varcato con il suo esercito il Rubicone, violando la legge che proibiva l’ingresso armato nei confini italiani.
È terminata la campagna elettorale per le regionali, ogni candidato ha giocato i suoi dadi. Non è più possibile tornare indietro. Ogni cittadino - elettore tra qualche giorno si ritroverà solo e triste, dopo essere stato negli ultimi due mesi il principale protagonista di messaggi ed eventi elettorali di ogni tipo: sms, posta elettronica, brochure patinate e coloratissime, lettere, video, suonerie per cellulari ai limiti del kitsch, santini tradizionali, piccoli e grandi manifesti, feste, festini e aperitivi, richiesta di amicizia e di altro sui vari social network, sondaggi telefonici con richiesta finale di indicazione di voto per questo o quel candidato.
Tutti a chiedere una mano per essere eletti e dare il loro contributo determinante per il rilancio economico e sociale. Tutti a chiedere una mano, per poi in realtà mirare a qualche altra parte più nascosta del corpo dell’elettore.
Candidati di ogni colore politico che hanno promesso di tutto e di più come la RAI. Sono stati più insistenti di una zanzara assetata in una calda notte di mezza estate. Si sono materializzati ovunque tanto che qualche elettore ha seriamente temuto di essere raggiunto anche nel water, perché un bravo politico è presente soprattutto nel momento del bisogno.
Pochi candidati hanno puntato sui contenuti, più o meno condivisibili, più o meno buoni. Moltissimi altri invece hanno giocato tutto esclusivamente sull’immagine con campagne ossessive che sono costate centinaia di migliaia di euro alla faccia della maggioranza delle famiglie che fatica ad arrivare alla fine del mese.
E adesso? Non resta che mettersi in fila, esercitare il proprio diritto di voto e attendere l’esito delle urne. Una volta si raccomandava ai più giovani di votare il politico che ha promesso di meno, perché deluderà di meno. Il candidato migliore non esiste più o meglio è come una mosca bianca (difficile da trovare). Inutile perdere tempo. Sarebbe come cercare una perla in un mare di merda.


martedì 2 marzo 2010

La forza del fare

Le elezioni regionali del 28 e 29 marzo sono alle porte ed aumenta l'adrenalina dei politici impegnati in una corsa che, giorno dopo giorno, sprofonda sempre di più nel fango. L'appuntamento è una verifica della tenuta del Popolo della Libertà come forza di maggioranza, una tenue occasione di riscatto per il Partito Democratico. Il dato certo è che si tratta di elezioni avvelenate da scandali sessuali, episodi di corruzione, infiltrazioni mafiose e da violenti attacchi ai poteri costituzionali di garanzia e controllo. Molti politici, da destra a manca, non demordono e continuano imperterriti la loro campagna elettorale vicino agli intrighi, lontano dalla gente. Ci mancava solo il grottesco pasticcio delle liste per aumentare la tensione e rendere più evidente la scarsità di neuroni che caratterizza la casta. Personaggi tanto arroganti quanto incapaci, ma in fondo dei supereroi con la grande "forza del fare … danni!".



mercoledì 6 gennaio 2010

Il Pd e Tafazzi

Il Partito Democratico è sempre più tafazziano. Conduce una perversa politica masochistica soprattutto in occasione delle competizioni elettorali. La cosa importante per i democratici non è vincere ma disintegrarsi i genitali a bottigliate.
Tafazzi, il personaggio interpretato da Poretti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, almeno aveva un rinforzo sulle parti intime indossato sopra una calzamaglia nera. Invece i tenaci dirigenti del Pd si colpiscono ripetutamente senza protezione, probabilmente per provare più piacere.
Il 28 e il 29 marzo 2010 si svolgeranno le elezioni regionali. Il Popolo delle Libertà, guidato da un leader in ascesa nei sondaggi, anche questa volta dorme sonni tranquilli. Mancano circa due mesi all'appuntamento ma i democratici continuano ad apparire agli elettori divisi su alleanze, candidature, strategie, praticamente su tutto. I giochi, in ogni caso, si dovranno chiudere entro il 10 febbraio, giorno di presentazione delle liste.
La strada per ottenere qualche vittoria significativa è in salita per il Pd, che si presenta alle elezioni regionali in drammatico ritardo. In queste condizioni può soltanto tentare di resistere al centrodestra, di ottenere una dignitosa percentuale di consensi.
Il partito oggi è soltanto una giocosa macchina da guerra trita - segretari, per il resto come uno studente svogliato tira a campare aspirando alla sufficienza, al vecchio 18 politico. Il Pd vivacchia e così trapassa dell'anno e di tutta vita il più bel fiore.